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Un primo lavoro più che promettente per gli Astral Fire Un primo lavoro più che promettente per gli Astral Fire Hot

Un primo lavoro più che promettente per gli Astral Fire

recensioni

titolo
"Defy the lights"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Omen of unknown

2.      Oversoul

3.      Back to life

4.      Hills of destruction

5.      Defy the lights

 

 

LINE UP:

Maurizio Bergamini - Vocals

Niccolò Carpentieri - Guitar

Edoardo Scali - Guitar

Giuseppe Vitale - Bass

Tiziano Valentini - Drums

opinioni autore

 
Un primo lavoro più che promettente per gli Astral Fire 2017-09-02 12:52:14 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    02 Settembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Astral Fire nascono a Firenze ad inizio 2015 su iniziativa del chitarrista Niccolò Carpentieri e, dopo numerosi cambi di formazione, arrivano a realizzare il loro primo E.P. intitolato “Defy the lights”, dotato di una copertina alquanto banale. Fortunatamente la musica è di molto migliore, un power bello tosto ed arrabbiato, quasi al confine con lo speed metal, anche per la voce del cantante Maurizio Bergamini, forse più adatta ad un genere come lo speed metal che al power, in cui serve una maggiore espressività e calore (come il singer cerca di fare nella parte iniziale di “Defy the lights”). Il buon Maurizio, infatti, è uno screamer in grado di raggiungere note molto acute, mentre credo che al sound degli Astral Fire sia necessario un po’ più di calore e colore e meno urletti. A parte questo punto di vista strettamente personale, ho avuto modo di apprezzare molto le quattro canzoni di questo disco (cui bisogna aggiungere l’immancabile inutilissima intro iniziale). Sin dall’opener “Oversoul” gli Astral Fire mettono subito in chiaro cosa aspettarci dalla loro musica, con le due chitarre in ottima evidenza (a proposito, il chitarrista Edoardo Scali dopo aver registrato il disco è uscito dalla band, sostituito da Gianni Calonaci) ed un ritmo sempre frizzante imposto dalla batteria dell’ottimo Tiziano Valentini. Intelligentemente il pezzo migliore è posto proprio in apertura, dato che obiettivamente “Oversoul” è una spanna sopra agli altri brani; se tutto il disco fosse a questo livello, avremmo davvero una bomba tra le mani! Il resto del lavoro si attesta comunque su standard più che buoni ed i vari ascolti sono sempre stati gradevoli, “Back to life” ad esempio ricorda i primi Mesmerize (e se gli Astral Fire avessero il mitico Folco Orlandini come cantante....). Amanti del power metal più veloce tenete d’occhio questi Astral Fire perchè hanno tutte le potenzialità per migliorare ancora di più e realizzare un full-lenght di tutto rispetto; al momento “Defy the lights” strappa già un voto più che lusinghiero.

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