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Necrowretch, un'affermazione d'identità. Necrowretch, un'affermazione d'identità.

Necrowretch, un'affermazione d'identità.

recensioni

titolo
Satanic Slavery
etichetta
Season Of Mist
Anno

Tracklist:

1. Sprawl of Sin

2. Tredeciman Blackfire 

3. Satanic Slavery

4. Evil Names 

5. Hellspawn Pyre 

6. Bestial Rites 

7. Curse of Blasphemy 

8. Verses from the Depths 

 

Lineup:

Vlad: guitar, vocals

Ilmar: drums

K. Desecrator: bass

opinioni autore

 
Necrowretch, un'affermazione d'identità. 2017-09-12 20:00:16 Rob M
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Rob M    12 Settembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 2017
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Con "Satanic Slavery" i Necrowretch ritornano più distruttivi che mai! Staccatisi da Century Media appena dopo "With Serpents Scourge", i nostri si propongono qui con un'affermazione d'identità bella e buona. Se il lavoro precedente aveva catturato l'attenzione di tantissimi nuovi fans (grazie ad un gran bell'artwork ed una promozione leggermente migliore rispetto al passato), ma allo stesso tempo non aveva stupito abbastanza perché i Necrowretch facessero il salto di qualità, questo nuovo capitolo è invece riuscito a colpire nel segno.
Qui la band francese dispone finalmente di un suono più corposo ed entrambe batteria e riffing han raggiunto piena maturità. Così facendo, "Satanic Slavery" risulta essere una goduria per tutti i fanatici di quel death/black d'altri tempi che tuttora riesce a mietere vittime! Ricordate i Merciless con il loro storico lavoro "The Awakening"? Penso che le similitudini qui possano essere facilmente individuabili e, tuttavia, i Necrowretch son andati ben oltre. Al di là di questo, il ritorno di Desecrator in formazione in veste di bassista (già batterista con i Necrowretch in alcune releases precedenti) potrebbe forse essere un altro importante tassello che darebbe ancora più senso alla mutazione della band per quanto riguarda il sound. La differenza è notevole ed i brani nuovi son una carneficina. A partire dall'opener "Sprawl of Sin" non c'è assolutamente nessuna tregua per l'ascoltatore. Ci si ritrova così a macinare brani che si rifanno a nostalgiche sonorità di scuola nord europea con un interessantissimo e contemporaneo twist. Non c'è una traccia fuori posto e la qualità e decisamente alta durante l'intero lavoro! Come non spendere una parola per quel gustosissimo assolo in "Tredecimal Blackfire" o l'intro schiacciasassi della title-track "Satanic Slavery", vera e propria manna per gli headbangers novantiani? E poi, la successiva "Evil Names" che rallenta in maniera asfissiante l'intero disco, per poi riaprire le danze con la seconda parte dell'album creando il mood perfetto per i momenti successivi? Davvero una bella pensata. Qui una delle peculiarità della band si mette in mostra più che bene: riff semplici e dritti alla gola! Infatti i Necrowretch hanno ben imparato la lezione e, dopo anni di pratica, non si perdono in momenti che non hanno né capo né coda. Tutte le nuove canzoni sono strutturate in modo tale da non lasciare spazio per esitazioni e, così facendo, l'attenzione dell'ascoltatore rimane alta tra brani che comunque non cercano di scappare da un genere che non è né "nuovo" né "innovativo". No, i nostri non cercano di creare niente di nuovo, ma invece fanno ciò che sanno fare meglio con gusto e dedizione!
La seconda parte del disco si propone in maniera assolutamente vincente. Infatti, dopo una potentissima presentazione, qui i ragazzi danno conferme e propongono brani con qualche variazione in più, confermando il mood precedente, ma anche arricchendolo con i dettagli più vari. "Hellspawn Pyre", "Bestial Rites" ed, ancora, "Curse of Blasphemy" sono forse il modo migliore per far questo, ponendosi come veri e propri inni al passato, ma mostrando una band che non ha bisogno di copiare nessuno per mostrarsi assolutamente all'altezza ed in totale controllo della situazione. Con l'ottava ed ultima "Verses from the Depths" si arriva ad un finale all'altezza di un mastodontico capolavoro death.
Questo è senz'altro un disco che raccoglierà il supporto di nuovi e vecchi fans di un genere seguito principalmente da fanatici devoti. Allo stesso tempo, i Necrowretch sono finalmente arrivati ad un apice compositivo che sarà difficile da sorpassare. Aspetterò con ansia il prossimo album ed ulteriori conferme perché quello che ho sentito con "Satanic Slavery" mi è piaciuto davvero tanto e son sicuro che la band abbia finalmente trovato il suo lato migliore.

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