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Quando l'"ignoranza" la fa da padrona: quarto album per i Turbocharged Quando l'"ignoranza" la fa da padrona: quarto album per i Turbocharged Hot

Quando l'"ignoranza" la fa da padrona: quarto album per i Turbocharged

recensioni

titolo
Apocalyptic
etichetta
Go Fuck Yourself Productions
Anno

Line Up: 
Ronnie Ripper - vocals, bass 
Old Nick - guitars 
Freddie Fister - drums, backing vocals 

Tracklist:
1. Angelcripple [03:05]
2. Siamese Sons of God [03:08]
3. Apocalyptic [05:02]
4. Religous and Infected [03:05]
5. Alpha Blasphemer [03:14]
6. Halo of Thorns [02:51]
7. Relieve Thyself Onto Me [03:27]
8. Deathmarch [03:01]
9. Sacred Cadaver [01:42]
10. Cold Day in Paradise [04:23]
11. Resurrection Incomplete [03:18]
12. Scandinavian Darkness [04:01] 

Running time: 40:17 

opinioni autore

 
Quando l'"ignoranza" la fa da padrona: quarto album per i Turbocharged 2017-09-22 13:34:22 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    22 Settembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 2017
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Quarto album per gli svedesi Turbocharged, band fondata da Ronnie "Ripper" Olson, ai più noto per essere stato uno dei due membri fondatori dei Vomitory. Dall'esperienza con la leggendaria Brutal band è rimasto, in questo suo progetto, ben poco: tradotto insomma, non aspettatevi qualcosa di simile, visto che i Turbocharged sono fautori di un ignorantissimo - in senso buono - Death/Punk.

Pezzi "serrati", non un secondo solo di pausa: l'assalto del powertrio svedese è continuo a partire dall'opening track "Anglecripper" e si estende per tutti i 40 minuti di durata. Nessuno spazio per qualsivoglia innovazione, nemmeno un lontano pensiero a tecnicismi di sorta, anzi Ronnie Ripper e soci caricano a testa bassa travolgendo l'ascoltatore con il loro sound diretto e sfrontato, al cui Death Old School uniscono una marcata attitudine Punk. Il punto focale sono quindi le ritmiche lanciate a velocità allucinanti, cui fa il paio un riffingwork tagliente quanto, potremmo dire, grezzo. Ascoltando pezzi come "Religious and Infected", "Alpha Blasphemer" o "Deathmarch" sembra quasi di avere davanti una versione estrema (e blasfema) dei Motorhead, mentre un sound più marcatamente punkeggiante lo possiamo trovare nelle rapide ed assassine "Halo of Thorns" e "Sacred Cadaver".

"Apocalyptic" è un album fondamentalmente senza pretese, ma va bene così: funziona benissimo così. I Turbocharged sono la band adatta se si vuole ascoltare qualcosa per la pura "fame di violenza". Una quarantina di minuti in cui non si può far altro che lasciarsi colpire dalle ferali accelerazioni di questi tre svedesi.

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