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DIRKSCHNEIDER - LIVE - BACK TO THE ROOTS - ACCEPTED! DIRKSCHNEIDER - LIVE - BACK TO THE ROOTS - ACCEPTED! Hot

DIRKSCHNEIDER - LIVE - BACK TO THE ROOTS - ACCEPTED!

recensioni

titolo
Live - Back to the Roots - Accepted!
etichetta
AFM Records
Anno

Tracklist:
CD1
01. Intro
02. Starlight
03. Living for Tonite
04. Flash Rockin' Man
05. London Leatherboys
06. Midnight Mover
07. Breaker
08. Head Over Heels
09. Neon Nights
10. Princess of the Dawn
11. Winter Dreams
12. Restless and Wild
13. Son of a Bitch
14. Up to the Limit
CD2
01 Wrong is Right
02. Midnight Highway
03. Screaming for a Love-Bite
04. Monsterman
05. T.V. War
06. Losers and Winners
07. Metal Heart
08. I'm a Rebel
09. Fast as a Shark
10. Balls to the Wall
11. Burning
12. Outro (I Give as Good as I Get)
13. My Way (Bonus)

opinioni autore

 
DIRKSCHNEIDER - LIVE - BACK TO THE ROOTS - ACCEPTED! 2017-09-23 17:07:50 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    23 Settembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando si è al cospetto di un vero e proprio monumento al Metallo, come in questo caso, diventa molto difficile rompere il religioso raccoglimento con il quale ci si approccia l’ascolto, destinato a diventare reiterato e quasi ossessivo. Signori, qui si parla della storia del Metal e di chi ha contribuito a scriverla. Qui si parla di figure, come quella di Udo Dirkschneider, che da sempre sono i sacerdoti che – ogni volta che calcano un palco, ogni volta che salgono on stage – danno vita a vere e proprie celebrazioni in onore del Dio Metallo di cui sono indiscussi Gran Sacerdoti.
Chi, come chi vi scrive, ha avuto la fortuna e l’onore di farsi massacrare i padiglioni auricolari dai mitici Accept, che ha praticamente visto nascere, si è ritrovato inghiottito da una sorta di vortice azionato da una macchina del tempo che lo ha scaraventato indietro fino agli anni ’80, investito da una shockante valanga di puro ed incontaminato metallo senza se e senza ma! La dimensione live, poi, è quella che meglio si confà a questa rivisitazione di gemme appartenenti – a giusto titolo – alla Bibbia Metallica. La voce di Udo è sempre dolce come una carezza fatta col rasoio mentre le due asce costruiscono un muro sonoro dal quale non ci si riesce a liberare mai e che, a volte, grazie al basso tellurico ed al drumming quintessenziale ma potente, sembra sul punto di crollarti addosso per seppellirti una volta per tutte. Una sequela di brani intramontabili (da cui sarebbe ingeneroso estrapolarne solo qualcuno) eseguita dalla band lanciata all'arrembaggio delle nostre povere orecchie dall'eterno front man teutonico, tutte parimenti memorabili ed insuperabili quanto a cattiveria di esecuzione!
Tutto il resto è silenzio: quando l’ascolto termina si rimane attoniti e increduli di essere riusciti a sopravvivere a cotanta violenza sonora; giusto il tempo di riprendersi che ti vien voglia di premere di nuovo il tasto play per lasciarsi travolgere per l’ennesima volta da Sua Maestà Dirkschneider.

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