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Ristampa per il secondo album dei Mystic Prophecy Ristampa per il secondo album dei Mystic Prophecy

Ristampa per il secondo album dei Mystic Prophecy

recensioni

titolo
Regressus
etichetta
Massacre Records
Anno

1. Calling From Hell
2. Eternal Flame
3. Lords Of Pain
4. Sign Of The Cross
5. Night Of The Storm
6. The Traveller (Instrumental)
7. In Your Sins
8. Forgotten Souls
9. When Demons Return
10. Regressus
11. Lost In Time
12. Mystic Prophecy
13. The Land Of The Dead
14 . Fighting The World
15. Sanctuary 

Bonus Tracks 

16 . Lords Of Pain (Live Wacken 2004)
17. Eternal Flame (Live Wacken 2004)

opinioni autore

 
Ristampa per il secondo album dei Mystic Prophecy 2017-10-10 09:01:20 ENZO PRENOTTO
voto 
 
2.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    10 Ottobre, 2017
Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ristampa numero due per i tedeschi Mystic Prophecy. Questa volta tocca al secondo album, targato 2003, chiamato Regressus. In questo caso, oltre alla classica risistemata all’audio (che però, come negli altri dischi, non è che sia cambiato poi molto), vengono offerte due tracce bonus che si andrà a vedere meglio in sede di recensione. Il quintetto che condivideva le fila con il greco Gus G. (che in molti sicuramente conosceranno) continua imperterrito con la formula del power/thrash metal oscuro e cupo.

Venga dato atto al gruppo teutonico di voler far riscoprire i vecchi capitoli della loro discografia, ma purtroppo ciò che si trova nell’opera non è tutto rose e fiori. Di base i brani sono troppi, tredici canzoni tutte fissate sulle stesse sonorità e senza la minima variazione. Insistere su di un’unica linea compositiva non sempre porta al successo e questo album lo dimostra. Il cantato è aggressivo, ma piattissimo ed insipido come pure le linee vocali, tutte simili sia nelle parti più dark, che in quelle melodiche. I ritornelli hanno la stessa sciagura e non si stampano in testa, se non in casi unici (la power oriented “When Demons Return”) o fortuiti (il coro epico di “Night of the Storm”). Tutto il resto si basa sempre su riffs d’acciaio e sezioni ritmiche serrate, ma senza la minima variazione. Non serve a nulla l’alternare brani più power o altri più thrash metal (la cattiva “Eternal Flame” o “The Land of the Dead”), o altre ancora più lente e massicce (“Sign of the Cross”), in quanto dopo la prima manciata di brani comincia a comparire la noia che si fa sempre più preponderante. Gli extra poi aiutano ancora meno, presentando le cover “Fighting the World” dei Manowar e “Sanctuary” degli Iron Maiden, oltre che a due versioni live al Wacken di “Lords of Pain” ed “Eternal Flame”. Purtroppo si salva davvero poco, se non gli ottimi guitar solo del chitarrista Gus che mostrano il suo talento chitarristico, ma nulla di più.

Una seconda prova debole, che sarebbe poi sfociata in una terza leggermente migliore, ma che non permette il salto di qualità, presentando una band uguale a tantissime altre, senza nessun guizzo compositivo. Un gran peccato.

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