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Grecia sempre più competitiva: secondo album per i Disharmony!!! Grecia sempre più competitiva: secondo album per i Disharmony!!!

Grecia sempre più competitiva: secondo album per i Disharmony!!!

recensioni

titolo
The Abyss Noir
etichetta
Grimm Distribution
Anno

01. The Abyss Noir

02. Vain Messiah

03. Delirium

04. This Caravan

05. Disposable Heroes (Metallica cover)

06. A Song For A Friend

opinioni autore

 
Grecia sempre più competitiva: secondo album per i Disharmony!!! 2017-10-10 15:32:34 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    10 Ottobre, 2017
Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Chi si sarebbe immaginato che un paese come la Grecia sarebbe stato sempre più competitivo? Ecco infatti che, dopo un disco di esordio datato 2014, ricompare la band chiamata Disharmony (da non confondere con le diverse band omonime) con un nuovo album, intitolato The Abyss Noir. Per chi magari non conosce la band, lo stile sonoro è decisamente particolare, seppur non originalissimo. Si tratta infatti di un ibrido che parte dal progressive metal per poi inglobare al suo interno schegge estreme, doom metal ed un sottile velo di oscurità/malinconia da non trascurare.

Sei sono le tracce dell’album, che sembrerebbe quasi un EP senza però esserlo (va detto però che la quinta traccia è “Disposable Heroes” dei Metallica). L’opener e titletrack “Abyss Noir” offre un prog metal atipico, caratterizzato da riffs metallici e veloci molto heavy, inserendo però nella struttura sonora intrecci strumentali abbinati a linee vocali melodiche. “Vain Messiah” cambia le carte in tavola sparando un assalto estremo che profuma di black/death nel riffing, per poi passare ad un intermezzo doom metal massiccio con vocals epiche ed arpeggi evocativi ed il tutto condito con un assolo sfizioso (che non mancheranno mai durante tutto l’arco dell’album). “Delirium” e “This Caravan” portano il sound in una direzione più cupa ed oscura; la prima traccia combina giri di chitarra intricati e ritmiche non scontate con vocals aggressive mescolate a falsetti stile King Diamond (il cantante dimostra un ottima versatilità vocale), mentre la seconda è più malinconica e sofferta, complessa ma allo stesso tempo diretta, seppur alla lunga risenta di un’eccessiva durata. La song finale “A Song For a Friend” è nerissima e riporta tutto in zona doom, con un tocco melodico ben dosato e mai banale o zuccheroso, grazie anche a cori e tastiere in sottofondo. Le vocals sono sempre più tenebrose e la parte acustica sul finale riesce a tenere alta l’attenzione fino alla conclusione del disco.

In definitiva ci si trova al cospetto di una band che ama sperimentare ed imprimere una certa dose di personalità alla propria musica. Qualche piccolo difetto c’è, ma nel complesso l’ascolto scorre bene. Consigliati e da tenere d’occhio!!!

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