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Tra Progressive Deathcore e Mathcore la proposta degli americani Dark Waters End Tra Progressive Deathcore e Mathcore la proposta degli americani Dark Waters End

Tra Progressive Deathcore e Mathcore la proposta degli americani Dark Waters End

recensioni

titolo
Submersion
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line Up:
John William - vocals
Elijah Masiko - guitars
Ian Wright - guitars
Chris Williams - bass
Ian McGarry - drums 

Tracklist: 
1. Immortal Consciousness [07:10] 
2. Empty Skies [05:13] 
3. Mass Grave [01:55] 
4. Congenital Vice [04:57] 
5. Unquenchable [03:34] 
6. The Great Dirge [02:17] 
7. Rat King [06:33] 
8. Hell can't be Worse [02:56] 
9. Velocirapture [05:08] 
10. Bucket of Flesh [02:39] 
11. Up the Dose [04:39] 

Running time: 47:01 

opinioni autore

 
Tra Progressive Deathcore e Mathcore la proposta degli americani Dark Waters End 2017-10-15 18:41:35 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Ottobre, 2017
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Primo album per gli americani Dark Waters End, band proveniente da Philadelphia dedita ad un ipertecnico ed interessantissimo Technical/Progressive Deathcore - questo il loro genere, più che il Progressive Death con cui vengono presentati -. Dopo l'EP "Rat King" del 2016, il debutto su lunga distanza avviene giusto un annetto dopo con questo "Submersion", album in cui convergono tutte le influenze dell'act di Philly: The Faceless, Converge, Between Buried and Me... tecnicismo e modernità insomma si fondono nel sound del quintetto statunitense.

I fortissimi richiami -core potrebbero in un certo qual modo far storcere il naso ai più puristi, ma è altrettanto vero che alle migliaia di fans di tali sonorità moderne tutto questo potrebbe risultare interessante. Perché, alla fine, interessante è la proposta dei DWE: basta semplicemente levarsi i paraocchi per lasciarsi colpire in primis dalle innate doti tecniche dei nostri, che trovano valvole di sfogo soprattutto in pezzi come l'incredibile "Empty Skies". Non mancano richiami alle dissonanze del Mathcore à là The Dillinger Escape Plan, vedasi ad esempio "Mass Grave" e soprattutto "The Great Dirge", ma per la maggiore il sound dei DWE vive su di un groove che fa da perfetto tappeto per le aperture tecniche del comparto strumentale: tanto le due asce che la sezione ritmica appaiono in ottima forma, fornendo una prestazione altamente sopra le righe. Supportato poi da una produzione potente e perfettamente bilanciata, "Submersion" ha il pregio di essere un album che non subisce alcun calo durante i suoi quasi 50 minuti di durata, mostrandoci una band a proprio agio sia su pezzi più lunghi come l'opener "Immortal Consciousness", sia quando si tratta di concentrare le loro forze in meno di tre minuti - questi ultimi i momenti in cui escono fuori le influenze Mathcore -.

Come detto già all'inizio di questa recensione, la proposta dei DWE è estremamente interessante; certo, magari "Submersion" non è un album che potrà piacere proprio a tutti, ma se siete amanti tanto del tecnicismo ad ogni costo quanto della frangia più moderna del Death Metal, allora questo disco potrebbe essere facilmente una chicca da aggiungere alla vostra collezione.

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