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Cradle Of Filth: Il decimo morso dei vampiri inglesi Cradle Of Filth: Il decimo morso dei vampiri inglesi Hot

Cradle Of Filth: Il decimo morso dei vampiri inglesi

recensioni

titolo
The Manticore & Other Horrors
etichetta
Peaceville/Audioglobe
Anno

 

1. The Unveiling of O

2. The Abhorrent

3. For Your Vulgar Delectation

4. Illicitus

5. Manticore

6. Frost On Her Pillow

7. Huge Onyx Wings Behind Despair

8. Pallid Reflection

9. Siding With The Titans

10. Succumb To This

11. Sinfonia

opinioni autore

 
Cradle Of Filth: Il decimo morso dei vampiri inglesi 2012-11-22 21:28:26 Gianni Izzo
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    22 Novembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 2012
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Decimo album per i Cradle Of Filth, in quasi un ventennio di attività, un tempo abbastanza lungo per arrivare alla fatidica divisione tra i fans che attanaglia quasi ogni band con più di tre album nella propria discografia. Aggiungeteci quel mai troppo criticato discaccio chiamato “Thornography” ed ecco che la frittata è fatta. Da quel momento l’inevitabile divisione degli ultrà della band: i “nostalgici” che disprezzano sistematicamente ogni cosa prodotta dai Cradle dopo “Midian”, ed i “duri a morire” che amerebbero persino un disco fatto di scoregge se fosse targato Cradle Of Filth.
La verità al solito sta nel mezzo: è vero che i primi dischi dei Cradle sono artisticamente inarrivabili, è vero che con il tempo è sembrato che il look sempre più eccentrico (leggi “ridicolo”) sia diventato quasi più importante della musica, è vero che ormai i Cradle hanno una certa età, ma non possiamo dire che dopo la parentesi data prima dall’appena sufficiente “Nymphetamine” e poi dal tragicomico album citato pocanzi, i Cradle non abbiano cambiato di nuovo rotta, e che al momento siano in un periodo di grazia compositiva. “Manticore…”, dopo gli ottimi “Godspeed…” e “Darkly, darkly…”, segna un altro punto a favore dei vampiri, che non saranno più quelli del ’94 ma sono fedeli a se stessi e sanno ancora pestare e creare ottime melodie orrorifiche tra orchestrazioni maligne, cori gotici, ritmiche che vanno dal thrash all'extreme metal, e poi c'è la voce unica (nel bene e nel male) di Dani…
Ma qui si apre un’ennesima parentesi, una di quelle che farà esultare i “nostalgici”: i brani nel disco sono abbassati di tono rispetto ai lavori precedenti, gli acutissimi screaming di Dani, che diciamolo non è che sia mai stato una cima come cantante, sono sistemati col contagocce in modo strategico. Mr. Filth sembra preferire di gran lunga un growling più basso, i classici momenti recitati, fino addirittura ad usare la voce pulita…cavolo, quante se ne beccherà questa volta il frontman, ormai all’alba dei 40 anni! Non si può neanche avvicinare al se stesso di vent’anni fa! Invece devo dire, che io pur amando i Cradle, non ho mai sopportato a pieno l’invasiva voce del simpatico cantante, questo cambio di stile per dovere tecnico, lo trovo un’ottima soluzione, in un album dove, se i ritmi e le intenzioni rimangono ancorate all’extreme metal, spesso e volentieri fanno capolino melodiosi momenti che presentano a pieno l’amore dei nostri per la New Wave Of British Heavy Metal di inizio anni ’80, riproposta naturalmente alla loro maniera. Quindi aspettatevi spesso incursioni di questo tipo, che si affacciano già a partire dall’ottima “The Abhorrent” passando per la title track, e per i due brani più accattivanti del disco “Frost On Her Pillow” e “Pallid Reflection”. Tutto questo per dirvi che se avete gradito “Godspeed…” e “Darkly…”, non c’è motivo per non gradire anche questo album, ma parlo naturalmente solo agli assennati; che i “nostalgici” e i “duri a morire” si facciano da parte.

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