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Una registrazione non adeguata condanna i Lachesis Una registrazione non adeguata condanna i Lachesis

Una registrazione non adeguata condanna i Lachesis

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“Passato futuro eternità”
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Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Tempo perso e rubato

2. Il mio rimorso

3. Gioca con me

4. La mia opera

5. Memento

6. Avidi di niente

7. Nell’occhio del ciclone

8. Lontani

9. La voce della neve

10. Nel vento

11. Lachesi

 

 

LINE-UP:

Anna Fumagalli - Voce

Sara Benzoni – Batteria

Daniela Fornasari – Tastiere

Marco Distefano – Tastiere e voce

Pietro Mattia Zara – Chitarra

Salvatore Luca Curcetti - Basso

opinioni autore

 
Una registrazione non adeguata condanna i Lachesis 2017-10-30 12:45:57 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    30 Ottobre, 2017
Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre, 2017
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I Lachesis arrivano da Bergamo e suonano dal 2012; il nome trae ispirazione dalla mitologia greca (Lachesi è una delle tre Moire, quella del destino). La band è dedita ad un interessante symphonic metal, che cerca di discostarsi dai soliti cliché del female fronted, grazie all’uso della lingua madre nel cantato (arma dal pericolosissimo doppio taglio), nonché alla presenza di ben due tastieristi in formazione a fronte di un solo chitarrista. Fin qui la proposta è sicuramente intrigante e confesso che attendevo da tempo l’uscita di questo debut intitolato “Passato futuro eternità”, dato che la band è molto attiva in sede live. Purtroppo sono rimasto parecchio deluso ed anche per diversi motivi. In primis con il symphonic metal è fondamentale la qualità della resa sonora, in questo cd invece ho avuto modo di ascoltare una registrazione sinceramente alquanto scadente: la batteria è penalizzatissima, con il rullante poco corposo e la doppia-cassa che si fa una fatica immane a cercarla nell’impasto sonoro; il basso è pressoché scomparso e non si sente quasi mai, mentre la chitarra ha un ruolo troppo marginale, troppo sovrastata dalle due tastiere; la voce femminile di Anna Fumagalli, è troppo in primo piano ed ha volumi che tendono a sopraffare gli strumenti che, invece, devono avere maggior peso nell’economia del singolo brano. Parere personale: ci vorrebbe molto, ma molto più protagonismo da parte del chitarrista Pietro Mattia Zara (qualche assolo neo-classico alla Turilli ogni tanto non guasterebbe affatto!), il cui strumento invece è troppo limitato ai margini del sound; molto più protagonismo ci vorrebbe anche per la batteria di Sara Benzoni che deve imporre un ritmo più frizzante, magari con un uso più fantasioso del proprio strumento (specie della doppia-cassa, anche se non sono in grado di affermarlo con certezza, dato che sostanzialmente non si sentiva); persino qualche parte solista e maggiori orchestrazioni da parte delle tastiere sarebbe più gradita (Staropoli docet). In questo quadro poco esaltante la voce, oltre, come detto, ad essere di volume troppo alto rispetto al resto degli strumenti, non entusiasma particolarmente; servirebbe un po’ più di grinta da parte della vocalist (un po’ troppo “eterea”, se mi passate il termine). Come detto, l’uso della lingua italiana, notoriamente poco adatta a certe sonorità, è un’arma pericolosa, da una parte può rendere originale la proposta, dall’altra rischia di renderla poco efficace, di conseguenza va usata in maniera molto attenta. E’ un peccato, perchè le canzoni sono valide (“Gioca con me” la vedo benissimo in un film horror, mentre la strumentale “Nell’occhio del ciclone” ha il giusto appeal!) e, con una registrazione migliore, più ritmo (“Lachesi” è emblematica in tal senso) e qualche piccolo accorgimento, avrebbero un potenziale sicuramente interessante. Per ora i Lachesis non raggiungono la sufficienza con il loro debut album intitolato “Passato futuro eternità” (presentato in elegante digipack), serve come il pane una registrazione più professionale, al fine di esaltare al meglio le loro qualità. Al prossimo disco!

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