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Norse e la guerra dei cloni (Australian edit)! Norse e la guerra dei cloni (Australian edit)! Hot

Norse e la guerra dei cloni (Australian edit)!

recensioni

gruppo
titolo
The Divine Light Of A New Sun
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

Tracklist:

1. Supreme Vertical Ascent

2. Drowned by Hope

3. Telum Vitae

4. The Divine Light of a New Sun

5. Exitus

6. Synapses Spun as Silk

7. Sandarkan

8. Arriving in Peace, Pregnant with War

9. Cyclic

Lineup:

Forge - Drums, Guitars

ADR - Vocals, Bass 

opinioni autore

 
Norse e la guerra dei cloni (Australian edit)! 2017-11-12 17:33:50 Rob M
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Rob M    12 Novembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ogni volta che una nuova band nasce e riesce a scrivere in maniera originale musica estrema, ci si ritrova davanti ad un possibile nome tra quelli che potrebbero marcare in maniera indelebile il movimento metal mondiale. Ogni volta che invece una nuova band nasce e non riesce a far altro se non copiare a destra e a manca ciò che altri han seminato, ci si ritrova davanti ad un ennesimo nome che affosserà in maniera involontaria il movimento metal mondiale.
Qui, purtroppo, ci si ritrova davanti ad un lavoro che cerca di carpire idee dagli Ulcerate e dai The Amenta e che sì, riesce, ma lascia davvero con l'amaro in bocca. Se il copiare le bands sopracitate potrebbe essere un'impresa abbastanza difficile per chiunque, i Norse riescon senza tanti sforzi ma, allo stesso tempo, la domanda che sorge spontanea è la seguente: "Perché i Norse han bisogno di trovare in altri il modo migliore per scriver musica?". Una band come questa non dovrebbe avere nessun problema tecnico nel creare e registrare lavori immensi. Purtroppo i nostri si lascian trascinare troppo dal sound già abusato e perde la propria identità. Qui, in questo contesto, nessun titolo fu più azzeccato, se non "Drowned By Hope", la speranza di scrivere un disco immenso che si trasforma invece in un copiare in sequenza taglia e incolla a più riprese. Non vale la pena andare a parlare di ogni singola traccia o meno. Il risultato è buono, i brani belli, ma il tutto è strozzato da un feeling di "gia' sentito", di "scontato". Non è la noia che si fa avanti, ma la rabbia di trovarsi ad ascoltare una band che avrebbe potuto fare e dare tanto di più e che invece si è persa in un bicchiere d'acqua.
Nove brani che di tanto in tanto cercan un approccio più black o estremo e che provan a distaccarsi (vedi "Synapses Spun As Silk" o "Cyclic" con il suo mood djent), ma che nella loro totalità risultan esser mosche bianche in uno sciame nero come la pece.
Non mi sorprenderebbe se i nostri, nei prossimi anni, riuscissero finalmente a trovare il modo di dire la loro. Per ora purtroppo questo disco rimane un album buono a metà, un disco che in pochi mesi sarà dimenticato come tanti altri. Non c'è innovazione, non c'è personalità, solo tanta dedizione ed un brivido che non appartiene di certo al nome Norse.

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