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Incursed: L'antipasto di "Amalur" Incursed: L'antipasto di "Amalur"

Incursed: L'antipasto di "Amalur"

recensioni

gruppo
titolo
The Slavic Covenant Ep
etichetta
Autoproduzione
Anno

01. The Slavic Covenant

02. Akellare

03. Wild! (2017)

04. Fear A’Bhata 

05. Take On Me (A-Ha Cover)

opinioni autore

 
Incursed: L'antipasto di "Amalur" 2017-11-12 21:45:27 Gianni Izzo
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    12 Novembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci sono state due uscite quest’anno per i pagan/viking/folk metallers spagnoli Incursed: il full-length “Amalur” e questo Ep intitolato “The Slavic Covenant”, che ha preceduto l’album vero e proprio.

Cominceremo con l’occuparci dell’Ep, che ruota ovviamente intorno alla title-track che ritroveremo anche in "Amalur".
Il brano è potente e diretto, ed in questo gli Incursed propongono il loro ben saldo extreme folk-metal di estrazione nordica, anche se, tradito dal titolo, mi aspettavo effettivamente qualche digressione in sonorità est europee.
In ogni caso, un primo ottimo biglietto da visita, tra ritmiche velocissime, melodie folkeggianti e cori da stadio.
A seguire un altro brano che farà parte di “Amalur”, tale “Akellare”, che ha in se parecchi parti strumentali interessati, su tutti il fraseggio pianistico che va a sostenere un breve ma interessante passaggio dalle sfumature prog.
Non ho mai amato molto le parte in clean degli Incursed, ed anche in questo caso, le strofe non mi fanno impazzire, per quanto cantate con abbastanza grinta, ma il refrain è azzeccato e tutto sommato promuoviamo anche quest’altro brano.
Gli Incursed a questo punto rispolverano la loro “Wild!”, riprendendola dall’album “Morituri” del 2010, metallizzano abbastanza bene un brano popolare (“Fear A’Bhata”), e coverizzano infine la solita “Take On Me” degli A-Ha, che come molte pop song degli anni ’80, si presta facilmente a chitarre elettriche ed epicità metalliche. Peccato che gli acuti, che sono il vero climax del brano, sono nascosti dal growling, e questo fa un po’ male al pezzo, ho sentito versioni migliori. Tuttavia l’Ep ci presenta una band in forma, vedremo a breve come se la cava su tragitti più lunghi con il nuovo full-lenght.

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