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Un best of per l'ultima decade dei Primal Fear Un best of per l'ultima decade dei Primal Fear

Un best of per l'ultima decade dei Primal Fear

recensioni

titolo
Best of fear
etichetta
Frontiers Records
Anno

TRACKLISTING:

CD1

AREA 16 (new song) / PREDATOR (new song) / IF LOOKS COULD KILL (new song) / THRILL OF SPEED (new song) / THE END IS NEAR / STRIKE / SIGN OF FEAR / IN METAL WE TRUST / WHEN DEATH COMES KNOCKING / SIX TIMES DEAD / ANGELS OF MERCY / UNBREAKABLE / RIDING THE EAGLE / RULEBREAKER / KING FOR A DAY / BAD GUYS WEAR BLACK

 

CD2

EVERYTIME IT RAINS (Feat. Simone Simons) / WE WALK WITHOUT FEAR / FIGHTING THE DARKNESS (long version) / HANDS OF TIME / ONE NIGHT IN DECEMBER / THE SKY IS BURNING / WHERE ANGELS DIE / BLACK RAIN / BORN WITH A BROKEN HEART (FEAT. LIV REMIX) / BORN AGAIN / THE MAN (THAT I DON'T KNOW)

 

BAND MEMBERS:

Ralf Scheepers – Vocals

Tom Naumann – Guitars

Alex Beyrodt – Guitars

Magnus Karlsson – Guitars & Keyboards

Francesco Jovino – Drums

 

Mat Sinner – Bass & Vocals

opinioni autore

 
Un best of per l'ultima decade dei Primal Fear 2017-11-13 16:14:00 Federico Orano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Federico Orano    13 Novembre, 2017
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tempo di best of per i Primal Fear in attesa del nuovo disco a cui la band teutonica sta già lavorando. Ma di questa raccolta ce n'era proprio bisogno? Questa è la domanda che esce spontanea avvicinandosi a questo lavoro.

Diciamo che un best of arrivati ad un certo punto della carriera ci può stare. E i Primal Fear hanno segnato la scena power/heavy degli ultimi anni. Il problema è che questa release mette assieme oltre 20 songs pescate solamente dall'ultima decade della band di Matt Sinner. Quindi nessun brano dai 6 dischi usciti sotto Nuclear Blast (che però c'è da dire furono inseriti in un altro best of quel “Metal is forever” uscito appunto nel 2006). Insomma in questo “Best of fear” troviamo il meglio della seconda parte della carriera della heavy metal band tedesca con brani ormai immortali come “Fighting the darkness”, “When death comes knocking”, “In metal we trust” oltre che 3 inediti per rendere più appetibile questa compilation ai fans. Ed è su questi nuovi brani che vale la pena spendere due parole; se “Thrill of speed” è la classica song 100% heavy di chiaro stampo Judas Priest, “Predator” si fa apprezzare con un riffing poderoso aizzato dalla solita ugola di Ralf che entra in scena con la carica che lo contraddistingue per un brano dai ritmi serrati accompagnati da un coretto melodico. “If looks could kill” è un bel mid tempo più di scuola Accept che sa tanto di anni 80.

Tirando le somme un disco utile solo a chi vuole avvicinarsi ai Primal Fear senza recuperarsi ogni singola release oppure per i fans sfegatati per potersi ascoltare questi nuovi brani, ma in generale un'uscita tralasciabile in attesa di un vero e proprio nuovo disco di inediti!

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