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Hitwood: a distanza di pochi mesi un nuovo interessante EP prende vita Hitwood: a distanza di pochi mesi un nuovo interessante EP prende vita

Hitwood: a distanza di pochi mesi un nuovo interessante EP prende vita

recensioni

gruppo
titolo
Detriti
Anno

Tracklist:

As Far As I Can Remember

My Path To Nowhere

Years Of Sadness

More Winters To Face...

Chromatic Venus Of My Dreams

 

Line-up:

Antonio Boccellari (guitars, bass, drums)

Carlos Timaure (GUEST - growl vocals) 

Eveline Schmidiger (GUEST - growl/clean vocals)

opinioni autore

 
Hitwood: a distanza di pochi mesi un nuovo interessante EP prende vita 2017-11-18 16:15:57 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    18 Novembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E finalmente rieccoci con un nuovo lavoro della one-man-band Hitwood, progetto tutto italiano che propone un melodic death estremamente influenzato dallo stile degli Alcest. Tuttavia questo nuovo EP, "Detriti", ha da offrirci qualche cosa di diverso rispetto al precedente "As A Season Bloom": la presenza del cantato, sia in pulito che in growl, il quale regala una dimensione completamente diversa al contesto e, in generale, delle sonorità più aggressive e dirette rispetto al passato (ricordo che "As A Season Bloom" era la rappresentazione in musica delle quattro stagioni, di conseguenza lo stile era onirico ed evanescente). In questo caso, è molto più marcata ed evidente la componente melodica di stampo europeo, in particolare si sente l'influenza di band come gli Insomnium, soprattutto per quanto riguarda i suoni cristallini e glaciali delle chitarre. Spettacolare, a tal proposito, è la traccia "More Winters to Face": un vero tripudio di melodia fredda come l'inverno, un riff potente e diretto e una meravigliosa base shoegaze (per la vostra gioia il buon Antonio ha lasciato l'influsso Alcest in "Detriti").
In generale, posso dirmi estremamente soddisfatto del lavoro svolto in quanto è ben percepibile un'evoluzione, quell'osare che ha permesso di tirare fuori un prodotto innovativo, particolare e, come lo scorso EP, empatico e soggettivo. Tutt'ora non mi spiego come faccia il progetto Hitwood a colpire sempre dritto al cuore: sarà la melodia, lo stile o il songwriting? Qualunque sia il motivo, mi sento in dovere di fare i complimenti ad Antonio Boccelari. Continua così!

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