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Il debut album dei Moonlight Prophecy Il debut album dei Moonlight Prophecy Hot

Il debut album dei Moonlight Prophecy

recensioni

titolo
"Vanquished"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Abandoned (instrumental)

2.      Escape the ruins

3.      The end times

4.      Spellbound (instrumental)

5.      Fading away

6.      Fury

7.      Never forgotten (instrumental)

8.      Eternal oblivion

9.      Witch hunt (instrumental)

10.  Omen under the stars (instrumental)

 

 

 

LINE-UP:

Raphael Gazal – Vocals

Lawrence Wallace – All instruments

Mika Mage - Bass

opinioni autore

 
Il debut album dei Moonlight Prophecy 2017-11-25 09:06:37 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    25 Novembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Moonlight Prophecy arrivano dalla Pennsylvania negli USA ed erano già noti come Lawrence’s Creation, nome con il quale hanno realizzato 4 albums ed un EP fino a gennaio 2017. Dopo il cambio di nome, tra aprile e novembre, hanno realizzato un altro EP ed il full-lenght intitolato “Vanquished” di cui parleremo in questa recensione. Tutto gira attorno alla figura del polistrumentista Lawrence Wallace che, una volta abbandonato il proprio progetto personale interamente strumentale, assieme al fido bassista Mika Mage, ha deciso di inserire nella sua musica le parti cantate, reclutando il brasiliano Raphael Gazal (di recente incontrato come singer dei Bulletback). Nascono così i Moonlight Prophecy. Il sound del gruppo è un tosto power metal, con qualche tocco di prog e qualcosa di thrash, pieno zeppo di parti musicali di gran gusto, tanto che la metà dei pezzi è interamente strumentale. Tale particolarità ha però i suoi pro ed i suoi contro: da un lato c’è la splendida “Spellbound”, di gran lunga il pezzo migliore del disco, dall’altra c’è l’inutilissima “Abandoned”, letteralmente 2 minuti e mezzo di vita sprecati! Per quanto riguarda i pezzi non strumentali, in cui compare il valido cantante carioca, c’è da dire che si lasciano ascoltare gradevolmente e Lawrence Wallace dimostra anche di saper “costruire” un pezzo in modo efficace, senza infarcirlo di troppi inutili orpelli, evitando così di allungare a dismisura il minutaggio. Sicuramente “Vanquished” non passerà alla storia del metal, ma è un buon disco e suggerisco agli amanti di questo genere musicale di tenere d’occhio i Moonlight Prophecy, certo che anche in futuro sapranno realizzare dischi validi. Mezzo punto in meno per la copertina davvero banale e piena di cliché iper-abusati (passi per la luna, visto il nome della band, ma teschi, tombe e corvi vari hanno abbastanza stancato!).

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