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SECONDO E.P. PER GLI AMERICANI SABLE BELDAM! SECONDO E.P. PER GLI AMERICANI SABLE BELDAM! Hot

SECONDO E.P. PER GLI AMERICANI SABLE BELDAM!

recensioni

titolo
Cryptic Void
etichetta
Indipendente
Anno

TRACKS

 

1. Ageless – (02:51) 
2. Devastator – (06:57) 
3. Abacus – (05:29) 
4. Hunter of Dreams – (06:17)


BAND

Jon “Frenzy” Martinez – Drums 
Anthony “Twiz” Pacheco – Guitars 
Chris “Cristobal” Froeter – Guitars 
Leonard Frykman(stein) – Bass 
Sergio Gudino – Vocals

opinioni autore

 
SECONDO E.P. PER GLI AMERICANI SABLE BELDAM! 2017-11-27 10:15:46 Francesco Noli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Francesco Noli    27 Novembre, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Sable Beldam sono cinque ragazzacci provenienti da Chicago che si riaffacciano sul mercato con il loro secondo E.P. in 2 anni intitolato "Cryptic Void", produzione indipendente ma potente a livello di suoni. Il loro è un mix tra Death (per quanto riguarda la voce growl) che sconfina spesso e volentieri in un thrash a tratti anche abbastanza melodico, grazie alle partiture delle twin guitars che si intersecano in maniera efficente e esplosiva. 4 pezzi non sono molti per esprimere un giudizio ma è evidente già al primo ascolto che i nostri hanno ripreso le fila del discorso proveniente dal loro primo E.P. (The Ageless Stranger, 2015). I quasi 3 minuti dell'iniziale "Ageless" sono una mazzata in pieno volto con doppia voce growl e pulita a dare un tocco di personalità al progetto; i ritmi sono sostenuti e violenti come da prassi ed è gradevole all'ascolto. La seguente "Devastator", più lunga e complessa (oltre 6 minuti) denota un certo coraggio nell'esecuzione tra cadenze e accelerazioni mentre sono curiose le ultime 2 tracks che chiudono il mini, rispettivamente intitolate "Abacus" e "Hunter Of Dreams". Qui i ritmi a tratti si fanno più lenti, quasi doom e spiccano arpeggi di chitarra pulita che aggiungono pathos e respiro a dinamiche che altrimenti sarebbero monotone e a tratti banali. Diciamo che questo mini cd fa ben sperare per un 33 vero e proprio che dovrebbe uscire nel 2018 ammesso e concesso che gli americani in questione non inventano nulla ma possono sorprendere e rendere gradevole il tutto con partiture fantasiose, un gusto spiccato per la melodia senza snaturare la veemenza delle loro bordate. Giudizio quindi positivo aspettando il full lenght vero e proprio: e se son rose fioriranno!

Francesco Noli

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