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Atmosfere occulte si unisco a freddi suoni Industrial nel quarto lavoro dei napoletani Malvento Atmosfere occulte si unisco a freddi suoni Industrial nel quarto lavoro dei napoletani Malvento Hot

Atmosfere occulte si unisco a freddi suoni Industrial nel quarto lavoro dei napoletani Malvento

recensioni

gruppo
titolo
Pneuma
etichetta
Third-I-Rex
Anno

Line Up: 
Zin - vocals, bass 
Nefastus - guitars, drums 
Whip - synth, programming 

Tracklist: 
1. Pneuma (intro) [03:19] 
2. Notte [05:14] 
3. La Via Sinistra [04:56] 
4. L'Incanto [05:13] 
5. Vortex [03:56] 
6. Respiro Notturno [04:24] 
7. Apuania [03:02] 
8. Le Danze [06:19] 
9. Il Risveglio (outro) [03:25] 

Running time: 39:48 

opinioni autore

 
Atmosfere occulte si unisco a freddi suoni Industrial nel quarto lavoro dei napoletani Malvento 2017-12-12 14:50:37 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Dicembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il triennio che va dal 2005 al 2007 può essere considerato un periodo d'oro per la scena Black Metal italiana. In quegli anni sono usciti quelli che probabilmente sono ancora oggi i migliori dischi del genere mai realizzati nella nostra penisola: stiamo parlando di capolavori assoluti come "Kosmokrator" degli Spite Extreme Wing (2005, preceduto di un anno da "Non Dvcor, Dvco" che è IL miglior disco Black mai uscito in Italia), "Inter Uterum et Loculum" dei Locus Mortis (2005), "Requiem of December" dei Beatrik (2005), A Climb to Eternity" dei The True Endless (2005), "Buried by Time and Dust", sempre dei The True Endless (2006, il loro capolavoro per quanto mi riguarda), "Antico Misticismo" dei Tenenrae in Perpetuum (2006), "Towards the Abyss of Disease" dei Lorn (2006), "Fvlgvres" di Janvs (2007). A questi ne va aggiunto un altro di sicuro, un album che per chi vi scrive, da partenopeo, è anche motivo di orgoglio campanilistico: "Memoriae Mali", dei napoletanissimi Malvento.

"Memoriae Mali" fu l'apice dei Malvento, dopo una carriera vissuta da leggenda del sottobosco napoletano, al pari di altre realtà di culto come i Mephisto o i Funereum: meno famosi di certo dei brutal-grindsters Undertakers, ma con un loro seguito enorme per i cultori dell'underground estremo. Ma non siamo qui a parlare di "Storia del Metal Napoletano", anche perché rischierei di finire tra una settimana, ma proprio dei Malvento e della loro ultima fatica. Ma prima di fare ciò, una (nuova) premessa è doverosa: "Memoriae Mali" fu un album fantastico, oscuro ed occulto dalle funeree sonorità, il cui seguito lasciò chi li seguiva da tempo totalmente spiazzati. Con "Clavi (Figendi Ritus)" i Malvento spostarono il loro sound verso un Black/Industrial in cui erano proprio le sintetiche parte Industrial ad esser maggiormente protagonista, cosa ripetuta nel seguente "Oscuro Esperimento Contro Natura". A 10 anni da quel cambio di genere, i Malvento sembrano essere riusciti a trovare il giusto "compromesso", il giusto dosaggio tra le due anime che compongono il loro sound.

"Pneuma", l'album qui in esame, è il quarto in studio per la band partenopea guidata dal mastermind Zin. E' un disco in cui tornano prepotentemente le atmosfere che decretarono il successo di "Memoriae Mali" - o per lo meno, più che nei suoi due predecessori -, ben supportate stavolta dalla componente Industrial, presente ma non predominante, ben integrata nel contesto occulto-esoterico che da sempre è il tema portante delle composizioni dei nostri. Il singolo "L'Incanto" va ad incarnare perfettamente lo spirito dell'album, con il suo incedere lento ed inesorabile, mortifero e sulfureo; stesso dicasi per "La Via Sinistra" e "Notte", mentre non vanno a mancare incursioni su territori più Industrial con "Vortex", che precede la 'rituale' "Respiro Notturno", altro gran bel pezzo presente in quest'album, prima che l'album si chiuda con l'altra industrialoide "Apuania" e la lunga quanto bella "Le Danze", che va a precedere l'outro "Il Risveglio", che mette il punto definitivo ad un album riuscitissimo.

Penso si sia ampiamente capito che allo stesso modo con cui ho amato "Memoriae Mali", "Clavi" ed "Oscuro Epserimento..." non li ho graditi poi così tanto, per usare un eufemismo. Con "Pneuma" i Malvento sono riusciti a riavvicinarmi a loro, grazie ad una commistione perfetta tra Industrial ed Occult Black. La costante sempre rimasta in loro è la loro ritualistica attitudine, accentuata in quest'ultimo lavoro da un leggero ritorno, se così lo si vuol chiamare, alle atmosfere del passato. "Pneuma" insomma è, come già detto, un album perfettamente riuscito che merita più di un attento ascolto soprattutto da parte dei vecchi fans.

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