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Ristampa per il primo album dei canadesi Auroch Ristampa per il primo album dei canadesi Auroch

Ristampa per il primo album dei canadesi Auroch

recensioni

gruppo
titolo
From Forgotten Worlds
etichetta
Krucyator Productions
Anno

Album Line Up: 
Sebastian Montesi - vocals, guitars, bass 
Paul Ouzounov - guitars, vocals 
Zack Chandler - drums 

Tracklist: 
1. From Forgotten Worlds [04:35] 
2. Fleshless Ascensione (Paths of Dawn) [04:44] 
3. Slaves to a Flame Undying [05:13] 
4. Dregs of Sanity [03:24] 
5. Pathogenic Talisman (for Total Temporal Collapse) [04:36] 
6. Terra Akeldama [04:02] 
7. Bllodborne Conspiracy [05:20] 
8. Tundra Moon [03:15] 

Running time: 35:09 

Questa ristampa di Krucyator Productions è in edizione limitata su Tape, 100 copie

opinioni autore

 
Ristampa per il primo album dei canadesi Auroch 2017-12-12 17:21:39 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Dicembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I canadesi Auroch - da Vancouver - nascono come band Thrash Metal, prima di mutare radicalmente il proprio genere in un tecnico e violento Death/Black, stile col quale rilasceranno tre album, un paio di split e ud un EP. "From Forgotten Worlds" è stato il debut album per la band canadese, rilasciato all'epoca da Hellthrasher Productions e ristampato oggi in cassetta (limitata a 100 copie) dalla francese Krucyator Productions.

"From Forgotten Worlds" è un album discreto, che personalmente credo raggiunga pienamente la sufficienza... ma non oltre. Come ogni ristampa, pensiero mio, ha i soli compiti di dare un altro pezzo da aggiungere ai collezionisti e far dare uno sguardo a cosa combinava la band in questione all'epoca. Un'epoca non tanto lontana, in questo caso, visto che il CD è uscito appena 5 anni fa. Insomma, "FFW" è giusto uno sguardo sui primi passi di una band che col tempo è diventata poi più interessante, affinando le proprie doti ed il proprio sound, ora più vicino alla dirompente tecnica dei Cryptopsy - influenza invero riscontrabile anche in questo loro debutto - abbinata ad atmosfere behemothiane. Sia chiaro comunque che non togliamo nulla alla potenza di pezzi come "Fleshless Ascension (Paths of Dawn)" o "Bloodborne Conspiracy" - i due che maggiormente mi sono piaciuti di quest'opera in particolare -, ma è solo che in 5 anni sono cambiate tante cose, anche nel modo d'intendere l'estremo ed il Death/Black in particolare.

Ed anche gli Auroch stessi sono cambiati, quindi mi limiterei a consigliare questa ristampa solo ai fanatici del genere che siano anche accaniti collezionisti di cassette. Per il resto, se volete fare la conoscenza di questa band canadese, il mio consiglio è di partire proprio da quello che per ora è il loro ultimo studio album uscito nel 2016, "Mute Books". Quello sì, che è un disco di cui tener conto.

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