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Arcanum Sanctum: melodic death di classe! Arcanum Sanctum: melodic death di classe! Hot

Arcanum Sanctum: melodic death di classe!

recensioni

titolo
Veritas odium parit
etichetta
Buil2Kill Records
Anno

 

Track-list:

1. The explorer

2. When truth and knife unite

3. Rain imprints (Instrumental)

4. Beware the dreamer

5. The last drops of sanity

6. From misery to purpose

7. In memory of... (Instrumental)

8. My butterly

 

 

Line-up:

Vadim “Sad” Nalivaiko: vocals/guitars

Viktor Reshetnikov: drums

Kirill “Kirk” Kulinichev: bass

opinioni autore

 
Arcanum Sanctum: melodic death di classe! 2012-12-01 18:21:55 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    01 Dicembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 01 Dicembre, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Era il 1995 quando, entrando da quello che era allora il mio fornitore di fiducia, scoprii due albums che avrebbero per un po’ di anni costituito i punti di riferimento di un intero movimento musicale: “The gallery” dei Dark Tranquillity e “The Jester race” degli In Flames. Fu, infatti, principalmente grazie a queste due bands svedesi che nacque il “melodic death”, movimento musicale che annovera oggi nelle proprie file i russi Arcanum Sanctum, band nata nel 2004, arrivata con questo “Veritas odium parit”, edito da Buil2kill Records, al proprio secondo album, dopo l’esordio “Fidus achates” del 2010. Dopo aver abusato in maniera forse esagerata del death melodico durante i miei ascolti nella seconda metà degli anni ’90, adesso molto raramente riesco a “digerire” un intero album, mi capiterà forse una/due volte l’anno e l’indubbio merito di aver attirato la mia attenzione ed avermi convinto bisogna darlo a questi tre ragazzi russi. La loro musica, infatti, sprizza energia ed adrenalina dal primo all’ultimo secondo di questo album che ha il grande pregio di durare solo mezz’ora! 30’26” di assalto sonoro, come solo i grandi di questo particolare genere di metal hanno saputo fare in passato. Certamente, si potrà obiettare loro che siamo nel 2012 e questo genere ha già dato il meglio di sé oramai tanti anni fa e l’originalità abita lontano dai solchi di questo disco, ma quando si suona così bene, quando la musica comunica passione e trasferisce la propria energia all’ascoltatore convincendo appieno, resto sempre dell’opinione che certi discorsi abbiano poco senso! Otto pezzi molto belli, compresa la lenta strumentale “In memory of...” che, se fosse stata fatta al pianoforte, invece che ad una scadente tastiera, avrebbe fatto letteralmente venire i brividi! Unico appunto forse che si può muovere alla band sta nella voce di Vadim “Sad” Nalivaiko che ricorda vagamente quella del grande Mikael Stanne, ma si presenta un attimo troppo isterica, risultando quasi più adatta al black metal. Sono comunque dettagli che non inficiano la validità di questi Arcanum Sanctum e del loro “Veritas odium parit”, fans del death melodico non lasciatevi sfuggire questo interessantissimo disco!

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