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Beyond Forgiveness, non ci siamo proprio Beyond Forgiveness, non ci siamo proprio Hot

Beyond Forgiveness, non ci siamo proprio

recensioni

titolo
"The great wall"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

  1. End of time
  2. The great wall
  3. Sanctuary
  4. Imprisoned
  5. Interlude
  6. Moment of truth
  7. Never before
  8. Dream before I sleep
  9. I will fight till the end
  10. Every breath

 

 

LINE-UP:

Richard Marcus – Guitars, backing vocals

Greg Witwer – Guitars, backing vocals

Talia Hoit – Vocals

Sean Rogers - Drums

opinioni autore

Voto medio dell'autore: 2 user(s)

voto 
 
2.3  (2)

 
Beyond Forgiveness, non ci siamo proprio 2018-02-01 14:36:25 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    01 Febbraio, 2018
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per arrivare al vero e proprio album di debutto, ossia il qui presente The Great Wall, la band americana Beyond Forgiveness ne ha passate tante. Gli attuali musicisti della band provengono da altri progetti che portarono ad una prima incarnazione nel periodo circa tra 2010-2015. Fu previsto in quel tempo l’esordio discografico ma causa della perdita parziale della lineup la band si sciolse. Dopo pochi anni però ecco ricomparire il gruppo con una formazione rinnovata ed una nuova e forte voglia di ricominciare. Dopo un EP ecco finalmente il primo vero e proprio, e rimandato, disco. Andando al punto, ossia la musica, il genere trattato è il symphonic metal, però di quello meno pomposo e più legato al post-gothic metal.

Per chiarire il concetto basta ascoltare l’opener “End of Time”, dove emerge una componente gothic che ricorda molto i Tristania grazie alla contrapposizione di vocals in growl/scream ed a quelle più eteree femminili (invero a volte troppo leggere). La costruzione sonora riporta alla mente anche gli Epica per lo sviluppo elaborato e tecnico, non votato alla facile melodia o all’easy listening. Stesso discorso vale per la darkeggiante “Imprisoned” che ricalca la mano su atmosfere più cupe; ecco, in linea di massima il lavoro si basa su queste caratteristiche ma a sorpresa quando il combo americano vira su lidi più melodici (la vincente “Never Before”, l’ispirata “Sanctuary” o la magica ballad “Dream Before I Sleep”) risulta essere davvero convincente nonostante le sezioni orchestrali e sinfoniche siano troppo sottotono e poco incisive meritando più spazio e potenza. Se alcune tracce sono meglio riuscite come la titletrack “The Great Wall” (e le vocals volano letteralmente), dove c’è la giusta combinazione tra violenza e melodia, ciò non si può dire degli episodi rimanenti. In primis c’è da dire che i ritornelli non convincono pienamente, non rimanendo impressi nella mente dell’ascoltatore e quando si cerca soluzioni più complesse le cose peggiorano drasticamente. Brani come “Moment of Truth”, “I Will Fight Until The End” o l’insipida e troppo di mestiere “Every Breathe” soffrono di una fluidità singhiozzante come se fossero tutti pezzi attaccati a malapena. L’ascolto difatti risulta spesso pesante, a volte discontinuo, senza una linea chiara che leghi ogni elemento del sound proposto.

Il disco non è malvagio o “brutto” ma è avvinghiato da parecchi problemi che ne minano un sereno e piacevole ascolto. Come inizio non c’è male ma già dal prossimo disco bisogna che ci siano dei notevoli miglioramenti a partire dalla diminuzione dei classici cliché del genere

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Beyond Forgiveness, non ci siamo proprio 2018-01-03 19:10:31 Ninni Cangiano
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    03 Gennaio, 2018
Ultimo aggiornamento: 03 Gennaio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Succede raramente che faccia una fatica immane ad ascoltare un disco da recensire; come mia abitudine, anzi, ascolto ripetutamente un lavoro al fine magari di notare particolari che probabilmente mi erano sfuggiti in precedenza... di fatto, però, è stato davvero difficile riuscire in questo mio compito con il debut album degli americani Beyond Forgiveness, dal titolo “The great wall”. E questo soprattutto per le parti cantate in growling estremo, degne del più marcio gore o grind, da parte dei due chitarristi Richard Marcus e Greg Witwer. Entrambi, infatti, si alternano alla solita scontatissima voce lirica femminile di Talia Hoit; quest’ultima non sarebbe poi così male se non si mettesse a fare inutili gorgheggi che hanno davvero dello stucchevole (la title-track “The great wall” è esplicativa in tal senso). Insomma, se da una parte abbiamo il growling più becero dei due uomini che non c’entra assolutamente nulla con il sound iper-melodico della band, dall’altra abbiamo una voce lirica femminile alquanto banale nel classico stile delle innumerevoli female fronted melodic symphonic metal bands che inflazionano a dismisura la scena musicale. Sia chiaro: personalmente adoro il metal sinfonico, anche quello con voce femminile, nonostante obiettivamente attualmente il settore si stia parecchio inflazionando. Quando ho ricevuto la proposta di questa recensione, ho accolto con favore e curiosità la definizione di “symphonic metal” circa il sound dei Beyond Forgiveness, ma sono bastate le prime parti cantate a farmi storcere il naso... se poi aggiungete che il full-lenght, composto da 10 pezzi, dura quasi un’ora e che le canzoni spesso hanno durate esagerate, allungate da inutili orpelli, capirete il perchè del voto non positivo. In alcuni casi, inoltre, le composizioni hanno anche poco “tiro” e poca energia, risultando fin troppo mielose (“Sanctuary” su tutte) con la noia che fa pericolosamente capolino, facendo venire forte la tentazione di skippare al brano successivo. C’è poco da salvare in questo disco e me ne dispiace davvero, dato che porto sempre rispetto per la passione e gli sforzi dei vari musicisti. Ho fatto enorme fatica a concentrarmi solo sulle musiche che, tutto sommato, non sono male; quando non si sente il growling, verso la fine del disco (“Dream before I sleep”, ad esempio), siamo anche su livelli accettabili, ma è troppo poco per salvare le sorti di un lavoro che non mi ha comunicato nulla di positivo, sotto qualsiasi punto di vista.

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