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Un enorme potenziale che adesso è tutto da confermare: debutto assoluto per i Release the Blackness Un enorme potenziale che adesso è tutto da confermare: debutto assoluto per i Release the Blackness Hot

Un enorme potenziale che adesso è tutto da confermare: debutto assoluto per i Release the Blackness

recensioni

titolo
Antares
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line Up: 
Rocco Minichiello - vocals, guitars 
Cristian Lomazzo - guitars 
Adelchi Romano - bass 
Mariano Pastorello - drums 

Tracklist: 
1. In the Sacred Names [06:59] 
2. The Allure of Darkness [05:11] 
3. Dogma [03:55] 
4. The Way of the Hollow Self [06:55] 
5. A Crusade's Paradigm [07:56] 
6. Antares [05:23] 

Running time: 36:19 

opinioni autore

 
Un enorme potenziale che adesso è tutto da confermare: debutto assoluto per i Release the Blackness 2018-01-07 22:10:22 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    07 Gennaio, 2018
Ultimo aggiornamento: 07 Gennaio, 2018
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Provengono da Avellino i Release the Blackness, giovane band formatasi nel 2012 ma che trova una stabilità finale nel 2015, grazie alla line up con cui sarà registrato poi l'EP che abbiamo qui in esame, "Antares", debutto assoluto per il quartetto campano. La band si autodefinisce Technical Post-Thrash Metal... e sinceramente ancora non ho capito cosa sia il "Post-Thrash". Stringendo, i Release the Blackness suonano un mix tra Melodic Death tecnico e Groove Metal, con influenze che variano tra il MeloDeath svedese (In Flames in primis, direi) ed un sound più moderno riscontrabile nei vari Gojira, Lamb of God o ultimi Machine Head.

Il risultato di questo mix di stili è quello che possiamo ascoltare in "Antares", l'EP con cui, per l'appunto, la giovane band avellinese si affaccia sul mercato. La nietzschiana "In the Sacred Names" è un perfetto biglietto da visita, un perfetto sunto del sound proposto dai nostri, tra accelerazioni dal flavour Melodic e grooveggianti patterns spaccacollo. Non disdegnano nemmeno fraseggi dissonanti à là Meshuggah i RtB, come possiamo sentire nell'altrettanto buona "The Allure of Darkness" - però ragazzi, quella voce pulita... no, lì non ci siamo -. Con "Dogma" fanno capolino le influenze dei colossi francesi Gojira, con in più, nei momenti più pesanti, un riffingwork di matrice Death/Black. Il leitmotiv si ripeterà nelle restanti tre canzoni che compongono "Antares", un EP che può vantarsi di una produzione buonissima, cosa non così scontata in Campania, anzi... Il sound della band riesce a colpire, i RtB sono dotati di una buonissima tecnica messa al servizio dell'economia dei pezzi, insomma fortunatamente non si tratta di mera masturbazione strumentale: non hanno bisogno di mettersi in mostra, sono una band tecnicamente dotata e basta, né più né meno. Ma ciò che maggiormente mi ha colpito di questi miei corregionali è l'approccio professionale che hanno: nel modo di presentarsi, di suonare, a livello di promozione... e questa cosa, in questa regione, è cosa ancora più rara (sì, è un'apertissima critica al 90% dei gruppi presenti in Campania).

Un unico consiglio che mi sento di dare ai Release the Blackness sarebbe quello di snellire un po' di più le loro composizioni: la lunga durata dei pezzi potrebbe alla lunga stancare i più, nonostante ognuno dei sei pezzi qui presenti sia decisamente degno di nota. Ma cercare di essere ancor più diretti ed incisivi, non allungando troppo il brodo con momenti che possono essere benissimo accorciati, potrebbe essere una scelta sulla lunga vincente. Ah ecco: magari anche un po' meno riverbero alla voce. Per il resto, "Antares" è un prodotto che si merita ampiamente la promozione: un lavoro professionale, ben scritto, ben eseguito, ottimamente prodotto e che mette in mostra una band che ha tutte le potenzialità per poter emergere. C'è speranza anche in Campania, a quanto pare.

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