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Con l'ottimo "Hell" i Deathcrush consolidano la tradizione dell'Extreme Metal made in Sardegna Con l'ottimo "Hell" i Deathcrush consolidano la tradizione dell'Extreme Metal made in Sardegna Hot

Con l'ottimo "Hell" i Deathcrush consolidano la tradizione dell'Extreme Metal made in Sardegna

recensioni

titolo
Hell
etichetta
The Spew Records
Anno

Line Up: 
Luigi Cara - bass, vocals 
Andrea Sechi - guitars 
Giampiero Serra - drums 

Tracklist: 
1. Incest of the Wretched [05:03] 
2. Eucharisty of Worms [04:40] 
3. Lost in the Vortex of Heretics [04:20] 
4. Blasphemik Souls [04:05] 
5. Dethroned Archangels [05:32] 
6. Mors Mori 3002 [02:48] 
7. Crowning the Beast [04:01] 
8. Spreading the Chaos [05:11] 
9. King of Rats [04:45] 
10. Deny the Crucifix [06:16] 

Running time: 46:41 

opinioni autore

 
Con l'ottimo "Hell" i Deathcrush consolidano la tradizione dell'Extreme Metal made in Sardegna 2018-01-08 16:46:53 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Gennaio, 2018
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Attivi dal 2003 sempre con la stessa line up, i sassaresi Deathcrush sono a ragione una delle realtà più importanti dell'underground estremo nazionale, grazie soprattutto ad una proposta rimasta sempre fedele a se stessa nel corso degli anni: un Death/Black brutale e diretto, supportato da tematiche fortemente anti-cristiane. Con "Hell", edito da The Spew Records - sub-label della Punishment18 -, il powertrio sardo arriva alla pubblicazione del secondo album, a quattro anni di distanza dal debutto per Copro Records/Casket Music, "Collective Brain Infektion".

"Hell" è esattamente quello che ci si aspetterebbe dai Deathcrush. La band il cui nome richiama uno dei capolavori dei Mayhem ci regala poco più di 3/4 d'ora di martellante violenza; senza un attimo di respiro ci trascinano in un vortice fatto di terremotante sezione ritmica ed un riffingwork ferale ed incessante che molto deve, a mio avviso, al Death/Black di scuola polacca. Già a partire dalle prime note di "Incest of the Wretched" i Deathcrush mettono le cose in chiaro: non aspettatevi nessuna concessione a suoni moderni, melodie o quant'altro, in "Hell" c'è solo primordiale violenza, una blasfema carrellata di pezzi che non tradiscono per un attimo l'attitudine cui i nostri ci hanno abituato. Lanciati a tutta con un Giampiero Serra (membro anche degli Zora) dietro le pelli in stato di grazia, i Deathcrush mettono a segno un grande colpo con questo che è uno dei dischi più "malvagi" partoriti nella nostra nazione. Pezzi come "Lost in the Vortex of Heretics" - la cui parte centrale ricorda non poco proprio i Mayhem - o come "Dethroned Archangels" e "Crowning the Beast" sono dei veri e propri macigni: canzoni rude, compatte, ispiratissime seppure i nostri non stiano inventando assolutamente nulla di nuovo.

I Deathcrush confermano la tradizione che vede dell'ottimo Extreme Metal uscire dalla Sardegna. E detto tra noi, sono proprio loro una delle bands sarde che ho sempre preferito (al pari dei Locus Mortis). Dopo tutte le ottime prove offerte sinora, soprattutto in "Collective Brain Infektion", con "Hell" arriva per i Deathcrush il momento di una meritatissima riconferma. E credetemi, sono più che fiducioso riguardo il prossimo album che tireranno fuori: quella sarà la loro definitiva consacrazione.

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