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Il malinconico debut album della one man band Somnent Il malinconico debut album della one man band Somnent Hot

Il malinconico debut album della one man band Somnent

recensioni

gruppo
titolo
Sojourn
etichetta
GS Production
Anno

Line Up: 
Giovanni A. Vigliotti - vocals, all instruments 

Tracklist: 
1. Soujourn [06:16] 
2. Deceit [06:44] 
3. The Furtive Longing [07:29] 
4. Unveiled [09:58] 
5. Soujourn Pt.2 [03:50] 
6. A Bitter Ending [07:11] 
7. Closure [06:27] 

Running time: 47:55 

opinioni autore

 
Il malinconico debut album della one man band Somnent 2018-01-19 18:11:58 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Gennaio, 2018
Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debut album per Somnent, solo project dell'artista italo-americano Giovanni A. Vigliotti, con all'attivo già un EP datato 2015, "Eventide". Con "Sojourn", il Vigliotti ci offre un malinconico concept album che gira attorno all'accettazione della morte dell'uomo e della sua breve e dolorosa esistenza sulla terra; in soldoni: l'idea è che la vita sia una dolorosa bugia, mentre la morte la sola verità. Musicalmente siamo di fronte ad un Melodic Death/Doom ricco di plumbee e malinconiche atmosfere, a ricordare i vari My Dying Bride, Paradise Lost... i soliti nomi insomma.

"Sojourn" è permeato totalmente da una velata tristezza, che va a riflettersi nell'operato dell'artista italo-americano. Le cose sono subito chiare con l'opening-track, la title-track in cui si può apprezzare - come nel resto del disco, a dirla tutta - una decadente aria Gothic a dare quelle atmosfere che la faranno da padrone in quest'album. Giovanni A. Vigliotti si dimostra un'artista completo: il lavoro svolto in questo disco è curato in ogni minimo dettaglio: dal buon uso sia di clean vocals che di growl - coadiuvate nella title-track anche dalla splendida voce di Zineb El Bougrini, autrice anche della foto che compare sull'artwork del disco -, all'ottimo lavoro svolto in fase strumentale. "Sojourn" si rivela essere un vero e proprio viaggio che passa per la più disperata sofferenza - emblematiche soprattutto le tre tracce -, fino alla finale accettazione, la rivelazione della Morte come unica liberazione che possiamo trovare in "A Bitter Ending" e "Closure". L'unico "neo" riscontrabile, tra virgolette, è il continuo incedere lento dei pezzi: è qualcosa che va ad intrecciarsi perfettamente con quello che è il sound della one man band di Fort Lauderdale e con il concept dell'album, ma che potrebbe portare anche molto a stancarsi durante l'ascolto.

Ma tant'è, il lavoro di Somnent è di quelli che vanno a toccare le emozioni, e con "Sojourn" Giovanni A. Vigliotti va appunto a toccare le corde più emozionali. Decadente e malinconico, "Sojourn" è un'ottima opera prima per Somnent, un album che saprà emozionare chi è alla ricerca di questo quando ascolta un disco del genere. Sotto questo punto di vista, il lavoro di questo progetto riesce a colpire perfettamente nel segno.

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