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"In the Lair of Lucid Nightmares" degli svedesi Pissboiler: espressione massima del male di vivere "In the Lair of Lucid Nightmares" degli svedesi Pissboiler: espressione massima del male di vivere

"In the Lair of Lucid Nightmares" degli svedesi Pissboiler: espressione massima del male di vivere

recensioni

titolo
In the Lair of Lucid Nightmares
etichetta
Third-I-Rex
Anno

Line Up: 
LG - vocals, bass 
Puntus Ottosson - guitars 
Karl Jonas Wijk - guitars, drums 

Tracklist: 
1. Ruins of the Past [17:44] 
2. Stealth [02:59] 
3. Pretend it will End [10:02] 
4. Cutters [15:20] 

Running time: 46:05 

opinioni autore

 
"In the Lair of Lucid Nightmares" degli svedesi Pissboiler: espressione massima del male di vivere 2018-01-20 17:48:30 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    20 Gennaio, 2018
Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2018
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Ci allontaniamo dai soliti lidi del Black sperimentale (diciamo così) cui ci ha abituati la Third-I-Rex, la label del nostro Rob M (voce di Dea Marica e Urna ed ex di Locus Mortis, Aphonic Threnody...). Con "In the Lair of Lucid Nightmares" ci si sposta verso il Drone/Doom suonato dagli svedesi Pissboiler, al primo album dopo un demo nel 2015 ed uno split con i Deveikuth nel settembre del 2017.

Uscito il giorno di natale, "In the Lair of Lucid Nightmares" è quello che ci si può aspettare da un album Drone, con tutte le peculiarità che il genere condivide con il Funeral Doom. Si respira negatività in questa opera prima del trio svedese: il sound è cupo, atmosferico, plumbeo, con ritmi estremamente lenti - per quanto pesantissimi - e ridondanti ed atmosfere che potremmo definire "sognanti", ma non sarebbe del tutto giusto. Le atmosfere che i Pissboiler riescono a dare sono quelle di un incubo: ossessivo, decadente. Un disco, quello della band scandinava, capace di far calare un manto di cupa malinconia, di disperazione, di tristezza senza fine, come detto appunto prima: tutto quello che ci si può aspettare da un disco Drone. Specie se ottimamente eseguito - ed è il caso dei Pissboiler -, come si diceva tempo fa in una chiacchierata, il Drone è quasi la "versione musicale" dei Dissennatori. La lunghezza quasi esasperata ed esasperante dei pezzi, ciclici, con quelle ritmiche quasi in loop, il profondo, cavernoso, abissale growl di LG, tutto contribuisce a togliere ogni emozione "buona": un ascolto che lascia senza speranza, che dà un senso di totale claustrofobia col passare dei secondi; basti prendere ad esempio la sola "Ruins of the Past", espressione del "male di vivere" come solo i leggendari Worship sono riusciti nel loro altrettanto leggendario "Last Tape Before Doomsday".

Non è assolutamente un disco per tutti, quello dei Pissboiler, nemmeno per gli stessi amanti delle sonorità Doom, specie se con queste intendete Black Sabbath o similia. Qui i suoni sono catacombali, pesanti, ossessivi: per ascoltare il Drone, così come il Funeral, bisogna essere disposti a lasciarsi andare ad ogni sensazione negativa, senza il timore di dover affrontare i propri demoni o incubi. Le sensazione che ha dato questo "In the Lair of Lucid Nightmares", personalmente le ho provate, come detto, solo nel più famoso lavoro dei Worship: un attestato di stima maggiore, non so quale possa essere.

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