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Season of Mist ristampa il primo album degli Alkaloid Season of Mist ristampa il primo album degli Alkaloid

Season of Mist ristampa il primo album degli Alkaloid

recensioni

gruppo
titolo
The Malkuth Grimoire
etichetta
Season Of Mist
Anno

Line Up: 
Morean - vocals, guitars 
Christian Münzner - guitars 
Danny Tunker - guitars 
Linus Klausenitzer - bass 
Hannes Grossmann - drums 

Tracklist: 
1. Carbon Phrases [09:32] 
2. From a Hadron Machinist [09:19] 
3. Cthulhu [05:46] 
4. After Magnitudes [03:53] 
5. Orgonism [08:32] 
6. Dyson Sphere [15:01] 
7. The Malkuth Grimoire [05:57] 
8. C-Value Enigma [02:47] 
9. Funeral for a Continent [12:20] 

Running time: 1:13:07

opinioni autore

 
Season of Mist ristampa il primo album degli Alkaloid 2018-02-06 19:10:31 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    06 Febbraio, 2018
Ultimo aggiornamento: 06 Febbraio, 2018
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In attesa di vederli all'opera con un nuovo lavoro, il supergruppo tedesco Alkaloid vede ristamparsi il debut album "The Malkuth Grimoire" (autoprodotto nel 2015) ad opera di Season of Mist. Perché parliamo di supergruppo? Semplicemente perché i componenti della Progressive Death Metal band teutonica non sono propriamente degli ultimi venuti, a cominciare dai due fondatori: gli Alkaloid nascono poco dopo la dipartita dagli Obscura del batterista Hannes Grossmann (ex Necrophagist, oltre che ex Obscura) e dalla sua volontà di iniziare un progetto col cantante Morean (Dark Frotress); a loro si uniranno poi i chitarristi Christian Münzner (Spawn of Possession, Necrophagist, Defeated Sanity, Paradox) e Danny Tunker (Aborted, God Dethroned, Spawn of Possession, Prostitute Disfigurement, ora anche negli Abhorrent) ed il bassista degli Obscura, Linus Klausenitzer.

Dati i nomi coinvolti e le bands di cui fanno o hanno fatto parte, potrete facilmente intuire quanto elevato possa essere il tasso tecnico di questo quintetto originario della Bavaria. Ed è altrettanto facile intuire perché i paragoni con gli Obscura - così come i Beyond Creation - si sprechino. Quello che gli Alkaloid ci hanno offerto in questo loro primo lavoro - cui Season of Mist ha deciso di dare una maggiore visibilità rispetto l'uscita del 2015 - è oltre un'ora di Progressive Death Metal nell'accezione più pura del termine: compatto, duro, ma allo stesso tempo melodico, tecnico all'inverosimile, con passaggi duri come roccia che sfociano in sferzate di classe musicale, e questo quando le due cose non coincidono! Parlare delle performance dei singoli musicisti sarebbe quanto meno inutile: stiamo parlando di veri e propri giganti, tecnicamente parlando, della scena estrema tedesca ed a parlare per loro, manco a dirlo, è la musica. Questi cinque fanno sembrare del tutto semplici e naturali momenti che farebbero venire il mal di testa a molti musicisti, e non parlo di pochi passaggi all'interno del disco, ma di parecchi ed anche spesso nello stesso brano, che potrebbe essere "Carbon Phrases", o "From a Hadron Machinist" o le luinghissime "Dyson Square" e "Funeral for a Continent". La produzione, manco a dirlo, è mostruosa, forte di un bilanciamento perfetto che riesce a non mettere assolutamente nulla in secondo piano, dando la stessa identica importanza ad ogni singola nota di ogni singolo strumento.

Per gli amanti della tecnica pura, "The Malkuth Grimoire" è uno di quei classici dischi da ascoltare belli comodi e rilassati, per poterne cgliere ogni minima sfumatura, ogni cambio, ogni riff, scala, assolo... tutto, in pratica. Il paragone con Obscura e Beyond Creation non è affatto un azzardo: al momento, diciamocelo apertamente, sono le due superpotenze della scena Progressive Death mondiale - e sembra anche che stiano tornando tutte e due in questo 2018... get ready! -: gli Alkaloid non sono la solita band che si rifà a quelle due bands. No, per nulla. Gli Alkaloid hanno tutto il potenziale per diventare la terza superpotenza del genere, al pari con i loro connazionali e del colosso canadese. Per averne conferma, non resta che aspettarli con un nuovo lavoro, sperando di non dover attendere troppo.

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