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Irriverenti, dissacranti, violenti: i Buffalo Grillz si confermano la massima espressione italica del Grindcore Irriverenti, dissacranti, violenti: i Buffalo Grillz si confermano la massima espressione italica del Grindcore

Irriverenti, dissacranti, violenti: i Buffalo Grillz si confermano la massima espressione italica del Grindcore

recensioni

titolo
Martin Burger King
etichetta
Subsound Records
Anno

Line Up: 
Tombinor - vocals 
Cinghio - guitars 
Pacio - bass 
Mizio - drums 

Tracklist: 
1. GG Aulin [02:51] 
2. Lenny Grindvitz [02:14] 
3. 66Seitan [01:49] 
4. Martin Burger King [02:38] 
5. Beverly Grillz 90666 [02:13] 
6. Carne Diem [02:55] 
7. Fiat Factory [02:34] 
8. Cradle of Findus [01:47] 
9. Scooby Doom [01:22] 
10. Fiorella Mannaia [01:07] 
11. Ponzio Pilates [02:17] 
12. Campari Sodom [02:42] 
13. Pus Springsteen [02:54] 
14. Le Bestie di Santana (Outro) [01:51] 

Running time: 31:14 

opinioni autore

 
Irriverenti, dissacranti, violenti: i Buffalo Grillz si confermano la massima espressione italica del Grindcore 2018-02-11 20:15:15 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Febbraio, 2018
Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 2018
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A cinque anni di distanza da "Manzo Criminale" tornano con una nuova dose di violenza ed ignoranza i Buffalo Grillz, grindsters romani capitanati come sempre da Enrico "Tombinor" Giannone (Undertakers) e Marco "Cinghio" Mastrobuono (Hour of Penance), cui si aggiungono le due new entries Pacio (Dr. Gore) al basso e Mizio (Whiskey & Funeral, Spectral Forest ed ex di Ebola e VII Arcano) alla batteria. Chi ascolta Grind sa benissimo che insieme ai Cripple Bastards il quartetto romano rappresenta il top nazionale nel genere, grazie al sound sempre violento e tagliente, i titoli di album e brani irriverenti come pochi e le esplosive esibizioni live.

Con "Martin Burger King" i Buffalo Grillz non cambiano la loro formula: non prendono nulla seriamente, facendo il tutto molto seriamente! L'ossimoro è facilmente spiegabile: se da un lato abbiamo titoli a dir poco geniali (li potete leggere tutti nelle info della recensione qui sopra, ma ci terrei a far notare "Beverly Grillz 90666", "Scooby Doom" e "Campari Sodom"), dall'altro abbiamo una prova strumentale mostruosa, con Cinghio - che tutti noi conosciamo per essere il debordante bassista degli Hour of Penance - che qui alla chitarra si lancia in una serie infinita di riff feroci e taglienti, cui si appaiano la sparatissima sezione ritmica del "new blood" Pacio/Mizio e il solito, mastodontico growl di Giannone. Proprio quest'ultimo può vantare una certa libertà: non essendoci testi nelle composizioni dei Buffalo Grillz*, Enrico "Tombinor" è libero di sparare nel microfono il proprio growl sguaiato senza dover seguire particolari schemi intricati, ma lasciandosi guidare dal - e guidando il - comparto strumentale. Non mancano ovviamente campionamenti a film o cartoni, tutti scelti con grande oculatezza e conformi all'ironia che contraddistingue la macchina da guerra capitolina: vi basti pensare che il disco comincia con il leggendario stornello all'entrata nel ristorante Gli Incivili del commissario Auricchio (Lino Banfi) in "Fracchia la Belva Umana", mentre in "Cradle of Findus" abbiamo la coppia Brega/Verdone in "Un Sacco Bello" (geniale che i BG abbiano scelto la scena di "E questa me la chiami violenza?").

I Buffalo Grillz giocano e si divertono, sono irriverenti ed ironici come praticamente nessun altro, non si prendono sul serio ma, come detto, lo fanno seriamente: lasciano che a parlare sia il loro Grindcore tritaossa, potente e trascinante come nessuno qui in Italia - no, nemmeno i Cripple Bastards -. "Martin Burger King" è l'ennesima scommessa vinta facilmente dalla Premiata Ditta Giannone/Cinghio: ormai che i Buffalo Grillz tirino fuori un disco mostruoso non viene manco più quotato alla SNAI.

*Su YouTube potrete vedere ed apprezzare il NO LYRICS VIDEO di "Beverly Grillz 90666".

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