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I Bestialord ed un debut album che non va oltre una striminzita sufficienza I Bestialord ed un debut album che non va oltre una striminzita sufficienza

I Bestialord ed un debut album che non va oltre una striminzita sufficienza

recensioni

titolo
Law of the Burning
etichetta
Symbol of Domination Productions
Anno

Line Up: 
Mark Anderson - vocals, guitars 
Rob Harris - bass 
Chris Johnson - drums 

Tracklist: 
1. The Doom that Came [04:11] 
2. Vermin [04:40] 
3. All Fall Down [04:41] 
4. Law of the Burning [04:12] 
5. Marduk Kurios [03:31] 
6. I am Pain [04:26] 
7. Loathed be thy Name [05:20] 
8. Above the Vaulted Sky [04:11] 
9. What is the End [05:00] 

Running time: 40:12 

opinioni autore

 
I Bestialord ed un debut album che non va oltre una striminzita sufficienza 2018-02-14 14:17:41 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    14 Febbraio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Bestialord si formano nel Kansas per volere del cantante e chitarrista (ex-Manilla Road) Mark Anderson e del batterista Chris Johnson, entrambi membri dei Sanctus Infernum. Qualche mese dopo si unirà alla combriccola il bassista Rob Harris ed è con questa formazione che la band registrerà l'album di debutto, "Law of the Burning", uscito il 1° gennaio per Symbol of Domination Productions.

Quello che abbiamo davanti è un lavoro tutt'altro che perfetto. Il Death/Doom dei Bestialord è devoto soprattutto a suoni 'vintage', con influenze che sono da andare a ricercare in Black Sabbath, Candlemass, Cathedral, Celtic Frost e Morbid Angel. Le cupe atmosfere lovecraftiane soprattutto richiamano la leggendaria creatura di Ozzy, così come molte soluzione create dal trio statunitense, soprattutto nel riffingwork. Questo pur non mancando episodi più duri, come "Vermin" o "Marduk Kurios". "Law of the Burning" paga però una produzione forse un po' troppo old school: troppo asciutta, con suoni non equilibrati benissimo e volumi che a tratti sembrano quasi un po' sbalzati. A parte questo, dopo un po' si ha la sensazione di 'già sentito' che porta ad una certa noia col proseguire dell'ascolto, tanto da voler skippare avanti dopo un paio di minuti del pezzo.

Se si sorvola su quel paio di punti a sfavore, "Law of the Burning" dei Bestialord è un disco che comunque potrà piacere agli amanti del Doom più classico e 'vecchio', quello appunto dei vari Sabbath, Candlemass ecc. ecc. Nel complesso un disco sufficiente, cui avrebbe giovato non poco una produzione anche solo un pelo migliore.

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