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"Paroxysm of Hatred" dei Rapture: quaranta minuti di cattiveria sonora figlia dei 90's "Paroxysm of Hatred" dei Rapture: quaranta minuti di cattiveria sonora figlia dei 90's Hot

"Paroxysm of Hatred" dei Rapture: quaranta minuti di cattiveria sonora figlia dei 90's

recensioni

gruppo
titolo
Paroxysm of Hatred
etichetta
Memento Mori
Anno

Line Up:
Apostolos Papadimitriou - vocals, guitars
Nikitas Melios - guitars
Stamatis Petrou - bass
Giorgos Melios - drums 

Tracklist: 
1. Thriving on Atrocity [04:37] 
2. Vanishing Innocence [05:21] 
3. Redemption Through Isolation [04:47] 
4. Paroxysm of Hatred: Procreation [05:33] 
5. Misanthropic Outburst [04:02] 
6. Taken by Apathy [05:26] 
7. Quintessence of Lunacy [03:50] 
8. Paroxysm of Hatred: Revelation [07:18] 

Running time: 40:54 

opinioni autore

 
"Paroxysm of Hatred" dei Rapture: quaranta minuti di cattiveria sonora figlia dei 90's 2018-02-19 17:45:55 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Febbraio, 2018
Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 2018
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Secondo album per i greci Rapture, Thrash/Death band proveniente da Atene che nella sua ancor breve storia (sono stati fondati nel 2012) si è dimostrata alquanto prolifica. Prima di questo "Paroxysm of Hatred", infatti, i Rapture hanno realizzato tre EP ed un album, "Crimes Against Humanity", datato 2015. Le influenze del quartetto ateniese sono da ricercare nei grandi nomi Thrash e Death di anni '80 e '90, come Sodom, Dark Angel, primi Death, Demolition Hammer, Slayer... un sound old school quindi, a cui però i Rapture abbinano una produzione degna di tal nome, che riesce in un certo senso a dare quella sensazione 'vintage', risultando però potente e con buonissimi suoni.

Per quaranta minuti i Rapture martellano senza pietà, dimostrando come si trovino a loro agio quando si tratta di pestare premendo fino in fondo il pedale dell'acceleratore. Le chitarre sono taglienti, la sezione ritmica in gran spolvero con rasoiate senza soluzione di continuità, mentre la sporca ugola di Apostolos Papadimitriou completa l'opera vomitando rabbioso nel microfono. Già solo i primi dieci minuti di "Paroxysm of Hatred" lasciano quasi senza fiato: "Thriving on Atrocity" e "Vanishing Innocence" sono due bordate incredibili, due brani che riescono a non subire nemmeno il benché minimo calo anche con una durata non proprio esigua - quattro minuti e mezzo il primo, poco più di cinque il secondo -. Altro merito dei Rapture è quello di mettere in mostra quali siano tutte le loro influenze, miscelandole per bene e dando un'estrema varietà alle loro composizioni: è facilissimo trovare, nei loro pezzi, passaggi slayeriani che sfociano nello sporco Thrash/Death dei Death degli esordi. Non aspettatevi cali di tensione né tanto meno di velocità; anzi, col passare dei minuti sembra che le canzoni dei Rapture acquistino maggior cattiveria e diventino ancor più veloci e ferali, con l'apice che viene toccato dalla strabordante "Misanthropic Outburst".

Senza girarci troppo attorno, "Paroxysm of Hatred" dei Rapture è un album a dir poco sorprendente. A suo modo marcio, violento, cattivo, rabbioso, quest'album riesce a chiudere l'ascoltatore in un vortice, in un ciclone fatto di ritmi serrati e chitarre che divengono delle vere e proprie macchine spara-riff - visione azzeccata, dato l'artwork -, quaranta minuti di mattonate in pieno viso e cazzottoni nello stomaco, una grandinata di schiaffi. I Rapture non inventano nulla di nuovo - basti pensare agli altri 11 gruppi che hanno (o avevano) lo stesso nome -, ma lo fanno bene. Dannatamente bene.

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