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Metal prog tecnico e affascinante in questo ep d’esordio degli Agera. Metal prog tecnico e affascinante in questo ep d’esordio degli Agera. Hot

Metal prog tecnico e affascinante in questo ep d’esordio degli Agera.

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Prime
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Anno

Line up:

Giuseppe Negri - guitar

Federica Capretti - vocals

Jacopo Tuzi – bass

 

Thomas Rocca - synth solo on track 1

Michelangelo Buccolini - guitar solo on track 3

Daniel Mastrovito - synth solo on track 4

Francesco Domenichetti – acoustic guitar on tracks 2-3

 

Tracklist:

  1. The Voyage
  2. The bleak side of Venus
  3. Collapsing Earth
  4. Mars

opinioni autore

 
Metal prog tecnico e affascinante in questo ep d’esordio degli Agera. 2018-03-09 16:46:04 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    09 Marzo, 2018
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Gli Agera sono una band romana di recente formazione, che presenta il proprio primo lavoro discografico con questo ep, intitolato “Prime” e composto da quattro tracce. In realtà, si tratta di un concept fantascientifico che dovrebbe trovare un più completo sviluppo in un full-length, attualmente in preparazione. Limitando la nostra analisi però al momento ovviamente all’ep, possiamo dire che gli Agera presentano uno stile tendente al metal prog, che concede spazio ad ampie divagazioni strumentali. In realtà, arriva anzi probabilmente troppo presto “The Voyage”, in quanto apre il disco catapultando subito l’ascoltatore appunto in una traccia strumentale, in mezzo a tanti assoli e virtuosismi vari. Il discorso cambia però con la successiva “The bleak Side of Venus”: introdotta da una splendida chitarra acustica, che vede poi inserirsi la splendida voce di Federica Capretti, dolce e ammaliante, ma allo stesso tempo determinata e grintosa. L’effetto è davvero affascinante e il brano riesce a sprigionare grandi emozioni anche quando va in crescendo. Niente male “Collapsing Earth”, anche stavolta introdotta dalla chitarra acustica, ma qui tendenzialmente viene dato maggiore spazio a riff e sonorità dure, oltre ad una lunga parte strumentale, risultando comunque pure in questo caso di buon impatto anche a livello emotivo. Partenza decisamente metal prog invece quella di “Mars”, un pezzo molto dreamtheateriano (ma con qualche giro di basso che sembra “rubato” ai Tool), che si mette in luce, oltre che per la sua freschezza ed energia, anche per il suo hammond, che conferisce un tono di colore al sound della band. La nostra sensazione è che gli Agera al momento risultino molto più efficaci e convincenti quando puntino ad un approccio più introspettivo ed atmosferico, senza però per questo rinunciare alla potenza e all’aggressività; per contro, ci hanno colpito meno quando si dilungano in parti strumentali che talvolta sembrano un po’ fini a se stesse (in modo particolare nella prima traccia). “Prime” è comunque un lavoro molto interessante e siamo sinceramente curiosi di vedere come si orienterà la band nella stesura di un full-length a completamento e ulteriore sviluppo di quanto fatto finora ascoltare.

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