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Come sfruttare la pubblicità: un altro doppio-cd dei Therion Come sfruttare la pubblicità: un altro doppio-cd dei Therion Hot

Come sfruttare la pubblicità: un altro doppio-cd dei Therion

recensioni

gruppo
titolo
"Blood of the dragon"
etichetta
Stygian Crypt Productions
Anno

 

TRACKLIST:

 

CD I (Covers by Therion):

01 – Fight fire with fire (Metallica)

02 – The King (Accept)

03 – Southbound (Thin Lizzy)

04 – Witching hour (Venom)

05 – Green Manalishi (Fleetwood Mac)

06 – Revelations (Iron Maiden)

07 – Black funeral (feat. Messiah Marcolin) (Mercyful Fate)

08 – Iron fist (Motorhead)

09 – Ivanubis Hollanda – Perennial Sophia

10 – Ivanubis Hollanda – Raven of dispersion

 

CD II (Tribute to Therion):

01 – GHOST WARFARE – An arrow from the sun

02 – ANTYRA – Asgard

03 – REVOLTED MASSES – Baal Reginon

04 – REMAINS – Genocidal raids

05 – DAY 40 – Invocation of Naamah

06 – DARK LETTER – Kali Yuga. Part I

07 – WHIRLWIND STORM – Liusalvheim

08 – THEOSOPHY – Pandemonic outbreak

09 – THEUDHO – Schwarzalbenheim

10 – THE EXPERIMENT no.Q – Seven secrets of the sphinx

11 – IMPERIAL AGE – To mega Therion

12 – ELIMI – The blood of Kingu

13 – NUMENOR – The riders of Theli

14 – MARE INFINITUM – The wand of Arabis

15 – FROZEN OCEAN – The wings of the hydra

16 – MAJESTY OF REVIVAL – Wisdom and the cage

opinioni autore

 
Come sfruttare la pubblicità: un altro doppio-cd dei Therion 2018-03-13 13:41:10 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    13 Marzo, 2018
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Per sfruttare la notevole campagna pubblicitaria messa in atto dalla Nuclear Blast per spingere il nuovo triplo-cd dei Therion, quel monolite chiamato “Beloved antichrist”, uscito a febbraio 2018, ecco che la label russa Stygian Crypt approfitta e piazza sul mercato un doppio-cd dei Therion, intitolato “Blood of the dragon”, con una prima parte di cover realizzate dagli stessi Therion, sia in studio che in sede live, ed un secondo disco con loro brani coverizzati da altre bands. Una trovata commerciale, più o meno felice, ma sicuramente atta a sfruttare la pubblicità realizzata da altri. Ma partiamo dal primo cd. Qui troviamo 8 pezzi famosi che non hanno bisogno di presentazione, dalla splendida “Revelation” degli Iron Maiden, passando per Iron Fist dei Motorhead (entrambe live) o “Fight fire with fire” dei Metallica (da studio), si va incontro ai gusti di molti. Ci sono poi due pezzi che credo siano del musicista brasiliano Ivanubis Hollanda; si tratta di “Perennial Sophia” e “Raven of dispersion” che non sono poi così differenti dallo stile dell’ultimo disco dei Therion, con quella musica sinfonica che ha poco di metal e che si ama o si odia. Il secondo cd, invece, è composto da ben 16 pezzi della storia dei Therion, reinterpretati da altrettante bands differenti. Si parte con “An arrow from the sun” (estratto da “Lemuria”) realizzato da gothic metallers bulgari Ghost Warfare davvero bene, fino alla conclusiva “Wisdom and the cage” (da “Gothic kabbalah”) dei progsters ucraini Majesty of Revival. Fra questi troviamo brani estratti da un po’ tutti i dischi dei Therion, compresi i primi periodi più death metal (“Pandemonic outbreak”, ad esempio, risale al secondo album del 1992 “Beyond sanctorum”). Mi hanno colpito favorevolmente la sempre splendida “Seven secrets of the sphinx” (da “Deggial”) interpretata dai progsters originari di Torino The Experiment no.Q; anche “To mega Therion” (da “Theli”) resa dai symphonic metallers russi Imperial Age è davvero piacevole, così come lo è la versione indurita di “Invocation of Naamah” (sempre da quel capolavoro di “Theli”) dei thrashers inglesi Day 40. Anche qui c’è materiale per tutti i gusti, vista l’eterogeneità dei gruppi coinvolti nelle cover, qualcosa è riuscita meglio, altro un po’ peggio, ma tanto dipende appunto dai gusti personali dei singoli ascoltatori. Cosa aggiungere in conclusione? Siete fans sfegatati dei Therion e collezionate tutto quanto di questa band unica? Allora anche questo “Blood of the dragon” deve far parte della vostra collezione; in caso contrario, obiettivamente, non ci troviamo davanti ad un’opera imprescindibile.

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