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UBER SHEIZER

recensioni

titolo
King Of Rock
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line Up:
Giuseppe Lentini: Voce, Chitarra, Basso, Tastiere, Batteria

Tracklist:
1. 40 Miles A Day
2. King Of Rock
3. I Want You Forever
4. Fire In The Night
5. Hell Is Your Way
6. Beginning Away
7. I am The Night
8. Now
9. More Metal Than Metal
10. Lay On The Floor

opinioni autore

 
UBER SHEIZER 2018-03-14 17:43:20 Luca Albarella
voto 
 
1.0
Opinione inserita da Luca Albarella    14 Marzo, 2018
Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 2018
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Il lavoro di cui mi appresto a parlarvi è sicuramente bizzarro, per usare un eufemismo, dovrebbe essere un Hard’n Heavy retrò; il problema è che non bastano le buone intenzioni per la riuscita di un progetto e mi sono ritrovato ad ascoltare un album interamente registrato in home recording e credo con forte ausilio di “midi” e sequencer. Il risultato purtroppo per la one man band del bolognese Giuseppe Lentini, che utilizza il moniker Uber Sheizer per lanciare il suo primo lavoro “King Of Rock”, è deludente.
“40 Miles a Day” è orecchiabile molto diretta e, come già anticipato mi limiterò ad ascoltare le idee presenti in questo lavoro, sorvolando sulla produzione che per me suona come una pre-produzione, in vista di un lavoro più impegnativo. Quindi direi che le idee presenti in questa prima traccia non sono malvagie, nulla di trascendentale, ma quantomeno fruibile.
“King of Rock”: in questo caso ci muoviamo su terreni di un hard ‘n heavy vecchia scuola e il buon Lentini sarà felice di essere accostato almeno in questa traccia ai primissimi Priest, anche vocalmente mi ricorda Halford sui registri medi. Conferma che le idee potrebbero essere smerigliate con una band, avvalendosi di una produzione degna di nome.
“I Want You Forever” invece la sento caotica. Ci sono buone cose, alternate a soluzioni davvero acerbe e da sviluppare con maggiore attenzione. Poco da aggiungere ad una traccia terribilmente acerba e decisamente poco ispirata.
“Fire In The Night” verte su ritmi più cadenzati e anche in questo caso non mi sento di essere tenero. D’altronde per chi presenta un proprio lavoro come autoproduzione completamente registrato in home recording e in “digitale” (per essere vaghi o magnanimi!!nda), potrà a questo punto leggere senza problemi eventuali critiche.
“Hell Is Your Way” è di stampo più settantiano o almeno cerca timidamente di approcciarsi a quel tipo di sound. La linea vocale non è malvagia, ma il tutto risulta veramente raffazzonato. Ho difficoltà a essere più esaustivo, ma sto cercando di essere quanto più equilibrato possibile, per non urtare la sensibilità dell’artista in questione.
“Beginning Again” si sposta su ambientazioni più cupe e claustrofobiche. Quantomeno vedo la volontà di affacciarsi su lidi non ancora esplorati, anche se il tutto è dannatamente affossato e sfuggente. Come se apriste una scatola e dentro, fra tanta caciara, si riesca a pescare anche quello che serve. Ecco, metaforicamente potrei descrivere così questa traccia.
“I am The Night” ritorna a marciare su ciò che forse risulta essere più riuscito, vale a dire un Hard Rock melodico e di facile presa. Una di quelle tracce che terrei buona lì per il futuro per essere ripescata, perché ripeto l’impronta base su cui lavorare è discreta.
“Now”, se fosse stata sviluppata meglio, sarebbe stata una composizione gradevole. Un mid tempo pomp rock con una linea vocale anche riuscita, tutto sommato. Siamo sempre su un condizionale malgrado tutto, questa è la cosa che più mi rammarica.
“More Metal Than Metal” tenta di arrampicarsi disperatamente su un hard ‘n heavy relativamente oscuro, riuscendoci anche in questo caso a malapena. Quando manca la produzione o la scelta degli arrangiamenti (non parlo di esecuzione o produzione!!nda) in alcuni casi posso riscontrare almeno una buona linea vocale sulla quale lavorare in futuro, non in questo caso dove non riesco a salvare nulla.
“Lay On The Floor” sembra voler intraprendere soluzioni sperimentali e invece siamo su un mid tempo deludente, che non aggiunge nulla che non abbia già detto.
In chiusura: un lavoro sul quale credo di essermi accanito anche troppo. Non mi sento di dare ulteriori giudizi se non che personalmente credo sia stata una delle peggiori recensioni che abbia fatto su AAM; per me che amo scrivere non è piacevole, come non è piacevole recensire ragazzi che credono di poter fare dischi in questo modo. Una sconfitta su tutti i fronti.

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