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Quaranta minuti di bordate dai libanesi Kaoteon (con ospiti membri di Obscura e Marduk) Quaranta minuti di bordate dai libanesi Kaoteon (con ospiti membri di Obscura e Marduk)

Quaranta minuti di bordate dai libanesi Kaoteon (con ospiti membri di Obscura e Marduk)

recensioni

gruppo
titolo
Damnatio Memoriae
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line Up: 
Walid Wolflust - vocals 
Anthony Kaoteon - guitars, bass 
Linus Klausenitzer (Obscura, Alkaloid) - bass* 
Fredrik Widigs (Marduk) - drums* 
*Session

Tracklist:
1. Damnatio Memoriae [04:33]
2. Barren Lands [05:25]
3. Raging HellFire [04:24]
4. Venom of Exalt [04:34]
5. The Will [05:40]
6. Non Serviam [04:44]
7. Light of Compassion [04:27]
8. Into the Mouth of Kaos [04:16]
9. A Breath [04:56] 

Running time: 42:59 

opinioni autore

 
Quaranta minuti di bordate dai libanesi Kaoteon (con ospiti membri di Obscura e Marduk) 2018-03-18 16:42:42 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Marzo, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si presenta con un artwork spettacolare "Damnatio Memoriae", secondo album dei libanesi (rilocati ad Amsterdam) Kaoteon, Black/Death Metal band portata avanti dal fondatore Anthony Kaoteon (chitarre, basso) e dal vocalist Walid Wolflust (il batterista Ziad Blaster è restato in formazione fino al 2014). I due musicisti nel corso degli anni hanno dovuto affrontare la censura del loro paese d'origine, ma questo non ha impedito ai Kaoteon di diventare una vera e propria leggenda della scena Metal libanese, portando avanti con costanza questo loro progetto che si avvale, in quest'ottimo album, di due guest d'eccezione: il bassista tedesco Linus Klausenitzer (Obscura, Alkaloid) ed il batterista svedese Fredrik Widigs (Marduk).

Ad una sezione ritmica così imponente non può che corrispondere un disco a dir poco magistrale: Anthony Kaoteon e Walid Wolflust guidano la macchina Kaoteon senza alcun timore, dandoci in pasto un album maturo, che ha nell'impatto immediato il proprio punto di forza. Cosa che tra l'altro possiamo capire immediatamente con la terremotante doppietta iniziale formata dalla title-track e da "Barren Lands"; specie in quest'ultima traccia possiamo ascoltare un Fredrik Widigs scatenato. Ma se il batterista dei Marduk si prende il titolo di MVP di "Damnatio Memoriae", gli altri componenti non sono da meno: Klausenitzer completa una sezione ritmica di tutto rispetto, il riffingwork di Anthony Kaoteon nonostante sia tutto sommato canonico appare comunque ispirato e tagliente, un'arma in più nell'arsenale della band libanese, mentre il cantato di Walid Wolflust si fa notare subito per essere estremamente rabbioso. Tra una "Raging Hellfire" e una "The Will", tra una "Non Serviam" e una "Into the Mouth of Kaos", i poco più di quaranta minuti di "Damnatio Memoriae" scorrono via in maniera fluida, al netto di qualche soluzione che, stando al genere, appare un pochino scontata.

Ma tant'è, i Kaoteon suonano Black/Death nella maniera più classica possibile. "Damnatio Memoriae" è un album che suona 'cattivo' ed è, alla fine dei conti, quello che si chiede ad un disco di questo genere, no? Una cavalcata di violenza musicale che, ne sono certo, troverà i favori del pubblico, specie dei ragazzi che potranno godersi queste bordate sotto palco. La sola domanda che resta è: ma davvero questo disco è dovuto uscire autoprodotto?

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