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Mindcruschers: un ottimo debutto oscuro e potente! Mindcruschers: un ottimo debutto oscuro e potente!

Mindcruschers: un ottimo debutto oscuro e potente!

recensioni

titolo
Born in doom
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist
1.Intro
2.Death Is a Straight Procession
3.Boredom
4.Slave of the White One
5.Tragedy of Happiness
6.Ogre
7.Inverted Buddah
8.Crystal Night of Knives (Kristallnacht)
9.Stone in a Glass
10.Rise of the Fallen
11.Dark Endless (Heart)

Line-up
Obscure – voice, bass
Francesco Brunello – rythmic, lead guitar
Diego Bordin – drums
Mauro Ferracin . guitar

opinioni autore

 
Mindcruschers: un ottimo debutto oscuro e potente! 2018-03-20 11:18:58 Federico Orano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Federico Orano    20 Marzo, 2018
Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 2018
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ed ecco che giunge sulla mia scrivania “Born in doom”, lavoro autoprodotto dei Mindcruschers, band trevigiana attiva dal 2010. Già dal titolo ci si fa l’idea di quale oscurità possa contenere questo disco. Graficamente l’album si presenta con alcuni errori di tecnica grafica rivedibili con sfocature forse troppo eccessive. Andiamo però ad analizzare questo “Born of doom” musicalmente. L'album parte alla grande con un'intro oscura ed accattivante per il successivo brano “Death is a straight procession”, un pezzo davvero ben strutturato, dalle belle ritmiche di chitarra dove si intuisce sin da subito l’aggressività iniziale, per poi sfociare nel doom più oscuro. Seguono “Slave of the white one” e “Boredom” da cui è stato tratto anche un video clip; pezzi dinamici, aggressivi e potenti con melodie e riff di chitarra che vanno dal thrash al death melodico che ci fanno scuotere la testa, sinonimo di un certo godimento! Si entra nel vivo dell’album con “Ogre”, un bel pezzo thrash/death aggressivo che si amalgama bene anche con il cantato dinamico e violento.
Molto belli anche gli ultimi brani “Crystal night of knives", "Rise of fallen" e "Dark endless”, mentre non convince troppo la parte cantata “pulita” di “Stone in glass” dove avrei gradito una timbrica più gotica, alla Dark Tranquillity o Moonspell per intenderci. In conclusione, “Born of doom” è un lavoro ben fatto che presenta una buona produzione, nonostante sia stato autoprodotto. Aspetto sicuramente da migliorare è la grafica, per rendere più accattivante il suo contenuto. Possiamo solo augurare ai Mindcrushers di entrare nel vivo della scena heavy italiana, ne abbiamo davvero bisogno. Speriamo di ascoltare presto del nuovo materiale e ci aspettiamo dei netti passi avanti, forza ragazzi!

By Nicola Quagliara (Nickfilth)

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