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Prima parte di una trilogia di EP per i francesi Right to the Void Prima parte di una trilogia di EP per i francesi Right to the Void Hot

Prima parte di una trilogia di EP per i francesi Right to the Void

recensioni

titolo
Lūnātĭo
etichetta
WormHoleDeath
Anno

Line Up: 
Guillaume - vocals 
Paul - guitars 
Romain - bass 
Alex - drums 

Tracklist: 
1. Lines [05:26] 
2. 3.747 [05:32] 
3. Let the Ruins Fall [04:52] 

Running time: 15:50 

opinioni autore

 
Prima parte di una trilogia di EP per i francesi Right to the Void 2018-03-21 22:11:58 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Marzo, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dura appena 15 minuti l'ultimo lavoro dei francesi Right to the Void, band Melodic Death prodotta dalla nostrana WormHoleDeath. "Lūnātĭo" è indicato come l'inizio di un nuovo percorso per la band transalpina e prima parte di una trilogia di EP; il genere dei nostro è, come detto, sì un buon Melodic Death, influenzato ovviamente dal classico sound Swedish, ma che trae ispirazione anche dalla frangia più moderna, cosa che traspare soprattutto nei refrain estremamente catchy.

Al pronti-via è "Lines" a darci il benvenuto in questo cortissimo lavoro e possiamo capire subito il punto di forza di "Lūnātĭo": una produzione sontuosa. I brani qui presenti hanno un buon tiro e i RttV sembrano a proprio agio con questo sound a cavallo tra MeloDeath e modernità, in cui fanno capolino anche episodi thrashy. E' con la seconda traccia, "3.747", che i RttV danno il meglio: una traccia completa che gode di un arrangiamento superbo e che ha come chicca una parte centrale in cui ad passaggio "tranquillo" quasi progheggiante segue una sfuriata imperiosa. Chiude l'EP "Let theRuins Fall", un pezzo che potremmo definire a metà tra Wolfheart e Dark Tranquillity.

Personalmente avrei fatto meno uso della voce pulita, troppo presente in tutti e tre i pezzi: dosata meglio sarebbe potuto essere un buon valore aggiunto, ma così abusata in qualche modo spezza la tensione dei pezzi (soprattutto in "Let the Ruins Fall"). Per il resto, quello dei Right to the Void è un buon lavoro che raggiunge comodamente la promozione.

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