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Manca ancora qualcosa ai DunkelNacht per poter fare il salto di qualità Manca ancora qualcosa ai DunkelNacht per poter fare il salto di qualità Hot

Manca ancora qualcosa ai DunkelNacht per poter fare il salto di qualità

recensioni

titolo
Anthropocenia
etichetta
WormHoleDeath
Anno

Line Up: 
M.C. Abagor - vocals 
Heimdall - guitars, programming 
Alkhemohr - bass, backing vocals 
Tegaarst - drums 

Tracklist: 
1. Anthropocenia [05:58] 
2. Extinction [01:07] 
3. Nenia [04:46] 
4. Ikonoklazt [04:09] 

Running time: 16:00 

opinioni autore

 
Manca ancora qualcosa ai DunkelNacht per poter fare il salto di qualità 2018-03-22 14:34:07 Daniele Ogre
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    22 Marzo, 2018
Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 2018
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Nati nel 2004 in quel di Lille come solo-project AMbient del chitarrista Heimdall, col tempo i DunkelNacht si sono trasformati una band Black Metal, sfornando nel corso degli anni tre demo, quattro split, due album ("Atheist Dezekration" e "Revelatio") e due EP. Questo "Anthropocenia è il secondo EP per la band francese, che segue di un anno "Ritualz of the Occult".

Edito da WormHoleDeath, "Anthropocenia" è, purtroppo (in certi sensi), l'ennesima dimostrazione di una band che raggiunge una comoda sufficienza. Chi ha avuto modo di ascoltare anche i lavori precedenti della band transalpina, avrà notato come le loro composizioni siano qualitativamente nella media, ma senza che ci sia mai quel guizzo, quel quid in più che possa far emergere la band. In questo EP, la cosa si consolida ulteriormente: i quattro pezzi che lo compongono - tre a dir la verità, visto che "Extinction" è una breve strumentale acustica - non sono brutti, anzi suonano bene anche, ma, al netto di una produzione che poteva essere un filo migliore, non c'è comunque nulla che possa risultare memorabile, se non magari il brano "Nenia" per il suo sound Heavy-oriented (ed è un'altra strumentale, tra l'altro).

Lavoro sufficiente per i DunkelNacht, ma non più di questo: anzi a tratti forse potrebbe risultare anche un po' banalotto. Al quartetto transalpino manca sempre quel qualcosa che possa far fare loro un salto di qualità di cui, dopo 14 anni di carriera, necessiterebbero anche. Spiace dirlo, ma un'uscita come questo rischia di passare semplicemente come un granello di polvere nel vento.

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