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Un album strumentale per lo shredder maldiviano Shahyd Legacy Un album strumentale per lo shredder maldiviano Shahyd Legacy Hot

Un album strumentale per lo shredder maldiviano Shahyd Legacy

recensioni

titolo
"Gateways"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

LINEUP:

Shahyd Legacy – Guitars

Zaahil – Guitars

Jessy – Bass

Sinnu – Drums

 

 

TRACKLIST

1.Dominion

2.Event horizen

3.Between worlds

4.The immitation game

5.Duels of fate

6.Warriors dawn

7.Stardust

8.Lunar

9.Kingdom of eden

opinioni autore

 
Un album strumentale per lo shredder maldiviano Shahyd Legacy 2018-03-23 11:16:26 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Marzo, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Partiamo da un presupposto: se uno si mette ad ascoltare un disco metal interamente strumentale, deve essere nel giusto stato d’animo, altrimenti, dopo 3-4 canzoni, si rischia di lanciare il materiale dal terzo piano del condominio (o, più semplicemente, si pigia il mitico “delete”). Dopo aver rinviato a lungo, mi sono così messo di buona volontà ad ascoltare questo “Gateways”, uscito nel 2017, del talentuoso chitarrista maldiviano Shahyd Legacy (al secolo Ahmed Shahyd). Si tratta del quarto album (almeno così mi dicono nella bio, anche se mi risulta diversamente...) del chitarrista noto anche per suonare nei Sacred Legacy, thrash/prog band di cui non si hanno notizie da diversi anni e nel progetto parallelo Mystic Wonders. L’album, registrato negli studio personali di Shahyd, ha una buona resa sonora ed è composto da 9 pezzi; ad onor di cronaca, la copertina con la foto del chitarrista non è delle più accattivanti... ma, del resto, questi progetti nascono per dare sfoggio all’esibizionismo ed all’ego del singolo artista, quindi ci sta anche che si metta egli stesso in copertina. Come detto, il full-lenght è composto da 9 brani in cui lo shredder delle Maldive dà sfoggio della sua tecnica per quasi 40 minuti, accompagnato da altri musicisti che suonano con lui nelle due bands precedentemente citate. L’ascolto non è affatto spiacevole, dato che Shahyd sa come si deve comporre un brano efficace; è vero che l’esibizionismo tecnico è parte integrante di questo lavoro, ma è anche vero che non è quasi mai fine a sé stesso e le varie composizioni filano via senza annoiare. Certo, quando il ritmo imposto dalla batteria si fa più frizzante, anche il sottoscritto è riuscito ad apprezzare maggiormente, mentre qualche sbadiglio si rischia quando si cala verso ritmiche più blande; tutto sommato, però, l’ascolto non è così complicato. “Gateways” di Shahyd Legacy è un disco per gli appassionati degli shredders e della musica strumentale ed, in quanto tale, non adatto a tutti.

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