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Sembra quasi di ascoltare i fratelli Cavalera, ma sono invece i colombiani Sol de Sangre Sembra quasi di ascoltare i fratelli Cavalera, ma sono invece i colombiani Sol de Sangre

Sembra quasi di ascoltare i fratelli Cavalera, ma sono invece i colombiani Sol de Sangre

recensioni

titolo
Sol de Sangre
etichetta
Black Market Metal Label
Anno

LINE UP: 
Kike Valderrama - vocals 
Rolando Ramos Torres - guitars 
Gustavo Valderrama - bass 
Gonzalo Restrepo - drums 

TRACKLIST: 
1. Los Andes [02:25] 
2. Perros con Sarna [04:40] 
3. Ratas [03:50] 
4. La Feria del Chivo [04:40] 
5. La Cosecha del Miedo [05:49] 
6. Purgatorio [01:07] 
7. Sol de Sangre [05:45] 
8. Muertos con Ojos Estellados [04:14] 
9. Mas Abajo del Infierno [04:37] 
10. Sin Ley y Sin Dios [03_55] 
11. Bienvenida Murte Bienvenida (Lluvia Negra Cover) [03:49] 
12. Llanos de Infierno [04:20] 

Running time: 49:11 

opinioni autore

 
Sembra quasi di ascoltare i fratelli Cavalera, ma sono invece i colombiani Sol de Sangre 2018-04-13 14:15:22 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    13 Aprile, 2018
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Album di debutto per i colombiani Sol de Sangre, band formatasi lo scorso anno, presumo, e che dopo una serie di singoli rilascia questo disco eponimo sotto l'egida di Black Market Metal Label. La band sudamericana è definita come Death Metal, ma il termine credo sia ampiamente riduttivo, dato che ci sono fortissimi elementi derivanti dal Thrash e dall'Hardcore. E se questo mix multigenere vi fa venire in mente i Cavalera Conspiracy... beh ci avete preso in pieno. Ascoltare quest'album dei Sol de Sangre è quasi come ascoltare un nuovo lavoro della band della famiglia Cavalera, tante le somiglianze, a partire dalla voce di Kike Valderramma, incredibilmente simile a quella del buon vecchio zio Max.

La potenza del Death, la ferale violenza del Thrash il tutto unito a groove ed attitudine marcatamente NY Hardcore: questo è il sunto di quanto possiamo trovare nei quasi 50 minuti di "Sol de Sangre", un disco che si concede un attimo di respiro all'inizio con la bella intro acustica "Los Andes" prima di lanciarsi a tutta corsa con brani che non si concedono un attimo di pausa. Il quartetto colombiano spinge senza sosta sull'acceleratore infatti, quasi dimenticandosi dell'esistenza di un freno, con canzoni come "La Feria del Chivo", "Ratas", "Mas Abajos del Infierno" che sono delle vere e proprie sassate. Colpisce poi la quinta traccia, "La Cosecha del Miedo", il primo momento dell'album in cui i Sol de Sangre si concedono un momento più grooveggiante, dato dal massiccio inizio - prima che, ovviamente, ricomincino a spingere a tutta -. La rapidità ed il taglio della musica rendono l'ascolto di quest'album per niente pesante: i pezzi passano uno via l'altro con estrema facilità, per quanto nella seconda metà si può accusare forse una certa ridondanza; d'altra parte i Sol de Sangre sono, alla fine, alquanto "schematici" nella loro sordida violenza sonora.

Penso sia del tutto superfluo aggiungere che se amate il lavoro dei Cavalera Bros, vi piacerà sicuramente questo debutto dei Sol de Sangre. Vero, le similitudini tra questa neonata band sudamericana e quella dei leggendari fratelli carioca sono forse fin troppe - e per questo consiglierei per il futuro ai Sol de Sangre di trovare una LORO formula che non ricalchi troppo qualcosa di già così ampiamente conosciuto -, ma è pur vero che l'ascolto di quest'album lascia pienamente soddisfatti a mio avviso, vuoi anche per una produzione perfetta, nella quale han messo mano Tomas Skogsberg dei Sunlight Studios di Stoccolma (Entombed, Dismember, Grave) per il mixing e Joel Grind dei Toxic Holocaust per il mastering (Power Trip e, guarda un po'?, Cavalera Conspiracy).

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