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I romani Lectern tornano con il loro death metal brutale, ma ben strutturato. I romani Lectern tornano con il loro death metal brutale, ma ben strutturato. Hot

I romani Lectern tornano con il loro death metal brutale, ma ben strutturato.

recensioni

gruppo
titolo
Deheadment For Betrayal
etichetta
Via Nocturna
Anno

Fabio Bava Vocals, Bass

Marco Valentine Drums

Pietro Sabato Guitars

Gabriele Cruz Guitars

 

Tracklist

1.  Deheadment for Betrayal 05:46  

2. Placid Must Defunct 05:33  

3. Daedal of Thy Wrath Unchrist Altar 04:23  

4. Provvid as Gemel Confessors 05:59  

5. Leals Shalt Kill 04:41  

6. Perturb in Lamb Thronal 05:42  

7. Dogmatician of Predicator 04:50  

8. Pamphlet Spawn at Gelid Crypt Satan 05:43  

Tot: 42:37

opinioni autore

 
I romani Lectern tornano con il loro death metal brutale, ma ben strutturato. 2018-04-15 18:17:09 Davide Pappalardo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Davide Pappalardo    15 Aprile, 2018
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I Lectern sono una band romana attiva già da molti anni, dedita ad un death metal robusto di stampo vecchia scuola, giocato su linee di chitarre a motosega, voce gutturale, e batteria pestata. I Nostri (Fabio Bava: voce/basso, membro anche della band Perfidy Biblica, Pietro Sabato e Gabriele Cruz: chitarre, Marco Valentine: batteria) hanno pubblicato tre EP tra il 1999 e il 2014, ovvero "Bisbetical", "Salvific Of Perhaps Lambent" e "Lectern", e due album tra il 2015 e il 2016 ("Fratricidal Concelebration" e "Precept Of Delator"), mostrando il loro suono senza compromessi e di buona fattura., il quale presenta cambi di tempo e strutture articolate, pur senza lasciarsi andare a tecnicismi fini a loro stessi.

Ora tornano con il loro terzo full length, ovvero "Deheadment For Betrayal", dove proseguono la loro strada utilizzando sia elementi cari alla scuola americana ( e con un evidente influenza da parte dei Deicide), sia alla prima corrente svedese, tra pennate alternate, slam riff, e costruzioni sonore dove pause caustiche e cavalcate improvvise guidano l'ascoltatore in percorsi infernali. Il lavoro si apre con la title track, ovvero una vera e propria carneficina fatta di doppia cassa e mitragliate in loop, ma anche di sessioni rocciose unite a vocals gutturali e giochi tecnici con melodie atonali; le cose vengono quindi messe in chiaro grazie ad un suono greve ed esaltante, che non esclude corazzate thrash e assoli vorticanti. "Daedal Of Thy Wrath Unchrist Altar" si apre con una intro oscura e sacrale, che richiama una cerimonia demoniaca, salvo poi lasciarsi andare a colpi duri e veloci di batteria coadiuvati da chitarre segaossa e attacchi sonori old school. Il gusto della band per i tempi non regolari e per i cambi di registro improvvisi, coì come per momenti "classici" con fraseggi severi e ritmica ossessiva, non svanisce, e ritroviamo anche assoli dissonanti e corrosivi. "Perturb In Lamb Thronal" ricorda molto gli ultimi Bloodbath grazie alla sua vena greve unita a loop di chitarre e ritmiche decise, e anche qui la doppia cassa e gli interventi di corse rocciose, annunciate da fraesggi notturni, non mancano, così come dei pasaggi di chitarra evocativi e ben calibrati. La finale "Pamplet Spawn At Gelid Crypt Satan" chiude l'opera con una intro atmosferica, quasi dark ambient, presto violata da fraseggi dilatati, assoli squillanti, e rullanti battaglieri di chitarra; il suo movimento lento e mortifero ci rimanda al death dai connotati più doom e scabrosi, regalando un'atmosfera mortifera. Ma ancora una volta le cose non sono così semplice, ed ecco che una melodia vorticante introduce un galoppo sottolineato da passaggi tecnici di chitarra. Il gran finale vede anche un assolo spettrale, variegato e sviluppato in scale da tregenda, scolpite da cimbali e piatti, ma all'improvviso è la natura evocativa dai toni ambient a riprendere il sopravvento, mettendo fine al nostro viaggio nell'incubo.

Un disco che non rivoluzione il genere, e nemmeno vuole farlo, ma che riesce a donare ai fan del death metal senza fronzoli, ma allo stesso tempo curato dal punto di vista del songwriting, un episodio che richiama tutti quegli elementi capaci di esaltare i fan del genere. Insomma, ennesima realtà italiana devota alle radici del genere, ma anche attenta alla sua evoluzione, da tenere d'occhio per un sano death metal fatto per far muovere le teste.

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