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Dopo un lustro di silenzio, tornano i Folkodia con "Battle of the Milvian Bridge" Dopo un lustro di silenzio, tornano i Folkodia con "Battle of the Milvian Bridge"

Dopo un lustro di silenzio, tornano i Folkodia con "Battle of the Milvian Bridge"

recensioni

gruppo
titolo
Battle of the Milvian Bridge
etichetta
Stygian Crypt Productions
Anno

LINE UP: 
Ruslanas "Metfolvik" Danisevskis - vocals (tracce 3, 8, 10)
Hildr Valkyrie - vocals (tracce 1, 2, 9) 
Anaïs Chevallier - vocals (tracce 6, 10) 
Emily Cooper - soprano recorder (tracce 6, 8, 9) 
Michaël Fiori (Saga) - guitars, bass, vocals (tracce 1, 4, 5) 
Gianluca Tamburini - guitars, bass (tracce 2, 3, 6-10) 
Elisabeth Wiesner - violin (tracce 2-10) 
Juan Pablo "Juskko" Churruarin - accordion (tracce 7, 8, 9) 
Dennis Schwachhofer - drums 

TRACKLIST: 
1. Battle of the Milvian Bridge [04:24] 
2. The Maiden of Lorraine [04:14] 
3. Massada Burns [04:05] 
4. Battle of Salamis [04:46] 
5. Falcons over Svevia [05:09] 
6. Hussar Angels [04:05] 
7. Pytheas in Thule [04:26] 
8. Sigillum Militum Xpisti [03:58] 
9. Journey into Darkness [04:20] 
10. Red Rubicon [04:02] 

Running time: 43:29 

opinioni autore

 
Dopo un lustro di silenzio, tornano i Folkodia con "Battle of the Milvian Bridge" 2018-04-16 13:04:42 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Aprile, 2018
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Fondati nel 2008 dal compianto Ruslanas "Metfolvik" Danisevskis come una derivazione dei Folkearth, i Folkodia hanno sempre seguito passo passo la band madre: una discografia estremamente proficua con pubblicazioni a raffica - una all'anno dal 2008 al 2013, anno della morte di Metfolvik -, senza contare l'enorme quantità di dischi pubblicati dai Folkearth, la cui line up è praticamente sempre stata identica. La troppa prolificità è stato force il problema maggiore di questi due progetti: sempre stati interessanti sotto il profilo del sound - un Folk/Viking con tematiche riguardanti il folklore europeo - questo progetto internazionale ha pagato, a mio avviso, questo far uscire costantemente dischi, tanto che, ad un certo punto, era come se l'ispirazione iniziale fosse cominciata a scemare. Riassunto in breve: cominciava a sembrare tutto estremamente troppo uguale.

Paradossalmente, è stato un triste evento a dare una sferzata al tutto: la pausa forzata susseguente la morte del membro fondatore, ha portato il doppio progetto internazionale a una pausa forzata, interrotta da questo "Battle of the Milvian Bridge". Non che sul lato musicale sia cambiato qualcosa, lo stile dei Folkodia è rimasto il medesimo che ricordavamo, eppure questo nuovo album suona in qualche maniera diverso. Sarà magari solo un'impressione data dai cinque anni di silenzio precedenti, ma tanto sul piano musicale (opera del duo Fiori/Tamburini) quanto su quello dei testi, di cui si è occupato come sempre Marios Koutsoukos (Folkearth, Dol Amroth), i Folkodia sono sembrati più ispirati rispetto al passato più recente. Questo album che prende il nome dalla Battaglia di Ponte Milvio, dalla cui vittoria di Costantino ebbe inizio una nuova era per l'Impero Romano, sembra dall'inizio alla fine costruito ad hoc per far riaccendere l'interesse per questo progetto che, ricordiamolo, vede coinvolti una decina di artisti provenienti da sette nazioni diverse.

"Battle of the Milvian Bridge" è un album assolutamente catchy, che riesce a mischiare le varie anime sul proprio tappeto Folk, passando da brani più powereggianti ad altri più duri e prettamente Viking (verso lidi Death, insomma), come ad esempio in "Hussar Angels", a mani basse il miglior brano dell'opera. Non possiamo che dare il nostro bentornato ai Folkodia dopo un momento estremamente difficile, con una sola speranza: che non ci sia di nuovo un numero probabilmente sconsiderato di uscite. Il passo da "Bello, un nuovo disco dei Folkodia (o dei Folkearth)" a "Cazzo, un altro disco dei Folkodia? (o dei Folkearth)" è breve.

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