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Azure Agony: secondo album per la prog metal band italiana Azure Agony: secondo album per la prog metal band italiana Hot

Azure Agony: secondo album per la prog metal band italiana

recensioni

titolo
India
etichetta
SG Records
Anno

Lineup:

Federico Ahrens – vocals

Gabriele Palae – guitars

Marco Sgubin - keyboards

Marco Firman – bass

carlo Simeoni – drums

 

Tracklist:

01. Twin Babel

02. Private fears

03. Libra’s fall

04. My last time on Earth

05. India

06. Hold my hand

07. A man that no logher is

08. Forever blind

 

Genere: prog metal

Durata: 57’36

opinioni autore

 
Azure Agony: secondo album per la prog metal band italiana 2012-12-23 12:14:37 Raffaele Acampa
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Raffaele Acampa    23 Dicembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Questa volta è impresa non facile recensire questo disco. Non facile perché gli Azure Agony mettono in India, loro secondo album sotto l’italiana SG Records, tutto, ma proprio tutto, quanto si può mettere in un lavoro di prog metal di stampo classico. Si passa da momenti che ci ricordano i Marillion, ai primi Dream Theater, dall’ispirato prog italiano di inizio millennio, a quello più spinto dei paesi nord europei. Una certa personalità traspare tra tutte queste citazioni, ma risulta difficile cogliere le sfumature che identificano il marchio di fabbrica della band. Di sicuro il cd scorre piacevolmente, non ci sono passaggi esageratamente intricati, ma piuttosto cambi di umore e di sonorità che mantengono sveglia l’attenzione dell’ascoltatore più esigente, ma possono stancare chi è abituato ad un prog meno cervellotico e più di impatto. Quello che mi ha colpito notevolmente è il lavoro delle tastiere, non tanto per la tecnica, ma per il gusto compositivo ed i suoni.
Di sicuro ci troviamo di fronte ad una buona realtà italiana, che però rimane confinata tra quella schiera di bands che suonano un metal “di classe”. Consigliato ai prog-dipendenti, ma mi aspetto di più dal prossimo lavoro, visto che le potenzialità ci sono tutte.

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