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Il brutale ritorno dei danesi Deiquisitor con "Downfall of Apostates" Il brutale ritorno dei danesi Deiquisitor con "Downfall of Apostates"

Il brutale ritorno dei danesi Deiquisitor con "Downfall of Apostates"

recensioni

titolo
Downfall of the Apostates
etichetta
Dark Descent Records
Anno

LINE UP: 
Thomas F.J. - vocals, guitars 
Daniel A. - bass, backing vocals 
Henrik B.C. - drums 

TRACKLIST: 
1. Atom Synthesis [03:24] 
2. Downfall of the Apostates [04:08] 
3. Faint Distorted Images [03:10] 
4. Tetrad of Lunar Eclipses [03:49] 
5. The Order of Pegasus Light [03:56] 
6. Metatron [04:04] 
7. The Magnificence of... [04:24] 
8. Planetary Devastation [03:43] 
9. War on the Gods [06:43] 

Running time: 37:21 

opinioni autore

 
Il brutale ritorno dei danesi Deiquisitor con "Downfall of Apostates" 2018-04-25 12:54:53 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    25 Aprile, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Secondo album per i danesi Deiquisitor, band che dalla propria formazione nel 2013 si è dimostrata abbastanza prolifica tra demo, EP e, ovviamente, il debut album eponimo. "Downfall of Apostates" è uscito giusto un paio di giorni fa tramite Dark Descent Records, e già la label dovrebbe lasciar facilmente intuirea che tipo di lavoro ci troviamo davanti. Il sound del trio danese è infatti un cavernoso Old School Death Metal influenzato dai grandi nomi che "infestavano" la scena negli anni '90.

Ad un primo ascolto, sembra che i nostri abbiano tratto insegnamento soprattutto, a mio avviso, da Deeds of Flesh ed Immolation. Col procedere dell'ascolto di "Downfall of Apostates" sono infatti facilmente riscontrabili elementi che riportano alla mente le due bands succitate, come ad esempio "Faint Distorted Images", che se fosse inserita in un album degli Immolation nessuno ne sentirebbe la differenza (ed è inteso come complimento, questo). E' un album, quello che abbiamo qui in esame, che ha diversi punti a proprio favore, a cominciare da una produzione che riesce a dare la sensazione di old school, ma senza che per questo i suoni siano obrobriosi: anzi tra un ottimo bilanciamento del tutto e la giusta dose di "pompaggio" del suono, quello che abbiamo avanti è un lavoro che prende il meglio sia dalle produzioni OS che da quelle più moderne; altra cosa che risulta chiara immediatamente, è che i Deiquisitor non amano perdere tempo ed a dimostrazione di ciò abbiamo la partenza sparata con "Atom Synthesis", senza intro o orpelli inutili vari. Ed il canovaccio di "Downfall of Apostates" è, bene o male, questo, con i Deiquisitor che caricano a testa bassa, dando però la giusta varietà alle loro composizioni tra rapide accelerazioni, passaggi di indubbio gusto tecnico ed un riffingwork graffiante ed incessante. Tutto questo che possiamo sentire durante tutta la durata dell'album, lo possiamo riscontrare anche in un singolo pezzo, quella "The Order of Pegasus Light" che è, manco a dirlo, probabilmente il miglior brano di quest'opera insieme alla seguente "Metatron".

"Downfall of Apostates" è un album che possiamo definire con un singolo aggettivo: brutale. Il saper coniugare uno stile così della vecchia scuola ad una produzione che ne facesse risaltare il tutto è stata, a mio avviso, la carta vincente della band danese, capace di tirare fuori un disco che, seppur non brilli ovviamente per innovazione, è suonato tremendamente bene, tanto da essere un disco caldamente consigliato ai fans di questo tipo di sonorità.

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