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Un discreto debut album per i danesi Xenoblight Un discreto debut album per i danesi Xenoblight

Un discreto debut album per i danesi Xenoblight

recensioni

titolo
Procreation
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP: 
Marika Hyldmar - vocals 
Rasmus Tobias Clemmensen - guitars 
Mekkel Jepsen - guitars 
Steffen Hagelskjær - bass 
Thomas Halborg Madsen - drums 

TRACKLIST: 
1. Procreation [01:01] 
2. Descension [04:37] 
3. Shapeshifter [05:35] 
4. Obsidian Chromatism [04:46] 
5. Xenoblight [02:57] 
6. Nocturnal Manifestations [06:58] 
7. Trascendence [05:16] 
8. Kill Yourself [00:52] 
9. Predominance [06:22] 
10. Virus [05:31] 

Running time: 43:55 

opinioni autore

 
Un discreto debut album per i danesi Xenoblight 2018-04-29 19:49:12 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    29 Aprile, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arrivano da Silkeborg, Danimarca, e con "Procreation" rilasciano il proprio debutto gli Xenoblight, quintetto formatosi lo scorso anno e che, a quanto pare, ha lavorato di buona lena ai propri pezzi, dando vita ad un album autoprodotto di 10 pezzi. Il sound è un Progressive Thrash/Death che unisce vari elementi in un unico ibrido che, stando a quanto possiamo ascoltare in quest'album, funziona abbastanza: dal Progressive al Melodic Death, passando per il ProgThrash, genere reso riconoscibile soprattutto grazie ai Coroner.

E' un disco che funziona, quindi, "Procreation". Un disco che funziona grazie ad un buon gioco dei diversi stili, anche se ad onor del vero va detto che gli Xenoblight sembrano dare il meglio nei momenti in cui si lasciano andare ad un "semplice MeloDeath, come ad esempio in "Shapeshifter". Virtuosi tecnicismi ne abbiamo e i nostri sanno anche il fatto loro - per restare ad inizio disco, citiamo "Descension" o la quarta traccia "Obsidian Chromatism" -, ma è appunto quando tirano dritto e con un certo gusto per la melodia che si riesce ad apprezzare a pieno il lavoro del quintetto danese. Partivo poi col solito dubbio: come se la caverà la vocalist Marika Hyldmar? Non sono mai stato propriamente un fan delle voci femminili in ambito estremo, ma va detto che fortunatamente ci sono state delle piacevoli eccezioni. La Hyldmar, che vanta in curriculum la militanza negli Illnath, pur se nel loro ultimo anno prima dello scioglimento, offre per quanto mi riguarda una prestazione più che dignitosa, apparendo più che naturale nel suo stile vocale che varia tra scream (ottimo) e growl (meno, ma comunque sufficiente). Il lavoro vocale della Hyldmar è poi degnamente supportato da un ottimo comparto strumentale, in cui spicca, a mio avviso, il batterista Thomas Halbor Madsen, ex-Velociter così come la Hyldmar ed il bassista Steffen Hagelskjær.

Non che "Procreation" sia uno di quei dischi per cui strapparsi i capelli e per cui si grida al miracolo come una buona fetta dei titoli Progressive/Technical Death usciti in questi anni (a nome Obscura, Beyond Creation o Alkaloid però, questo va detto). E' però un lavoro più che onesto che un ascolto attento lo merita di certo. E per quanto le doti tecniche siano innegabili, una virata maggiore verso il Melodic Death sarebbe forse l'ideale per la band danese.

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