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Non molti spunti d'interesse in questo debutto da parte dei Guillotine Non molti spunti d'interesse in questo debutto da parte dei Guillotine

Non molti spunti d'interesse in questo debutto da parte dei Guillotine

recensioni

titolo
Guillotine
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP: 
Adam Miller - vocals, bass 
Lance Miller - guitars, vocals 
Evan Posey - drums 

TRACKLIST: 
1. Gravety [04:58] 
2. Black Emperor [07:58] 
3. Death Culture [05:12] 
4. (Don't) Shoot the Messenger [06:27] 
5. Prepare the Drill [04:26] 
6. Kraken [06:55] 
7. Not Worth Saving [07:49] 

Running time: 43:45 

opinioni autore

 
Non molti spunti d'interesse in questo debutto da parte dei Guillotine 2018-04-29 20:16:33 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    29 Aprile, 2018
Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Album di debutto per i Guillotine, band di Atlanta che, a quanto pare, porta lo stesso nome di almeno altre 4 bands, tutte americane. Quelli qui in esame sono un progetto voluto fortemente dai fratelli Adam e Lance Miller, concepito in primis nel 2003 nel rurale southwest della Georgia, per poi finire in formalina prima che nel 2015 i fratelli Miller decidessero di riesumarlo, con l'aggiunta del batterista Evan Posey.

Musicalmente, i Guillotine si presentano con un sound che mischia soprattutto il Death Metal della scuola di Tampa allo Sludge di New Orleans, con una discreta dose d'influenze che arrivano anche dal più classico Black norvegese; un mix riscontrabile soprattutto nella seconda traccia di quest'album di debutto eponimo, "Black Emperor". Nonostante non manchino parti più veloci, come ad esempio in "Death Culture", il lavoro dei Guillotine permea soprattutto su tempi medi, puntando decisamente sul binomio Death floridiano/NOLA Sludge. Insomma, anche i Guillotine bene o male iscrivono il loro nome alla lunga schiera di gruppi che partecipano al revival delle sonorità old school, con un risultato alla fine sufficiente, per quanto questo disco non possa essere definito come imprescindibile. Questo è forse, in ultima analisi, il problema riscontrabile in questo "Guillotine", ossia il fatto di essere un album cui un ascolto può anche essere consigliato, ma che è alla fine potrebbe essere facilmente solo "di passaggio".

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