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Debuttano col botto gli australiani Depravity con questo "Evil Upheaval" Debuttano col botto gli australiani Depravity con questo "Evil Upheaval" Hot

Debuttano col botto gli australiani Depravity con questo "Evil Upheaval"

recensioni

gruppo
titolo
Evil Upheaval
etichetta
Trascending Obscurity Records
Anno

LINE UP: 
Jamie Kay - vocals 
Lynton Cessford - guitars 
Jarrod Curly - guitars 
Ainsley Watkins - bass 
Louis Rando - drums 

TRACKLIST: 
1. Manic Onslaught [04:39] 
2. Insanity Reality [04:07] 
3. Repugnant [04:22] 
4. Despondency [03:26] 
5. The Great Divide [06:15] 
6. Victimizer [04:07] 
7. Tormented [03:51] 
8. Evil Upheaval [03:11] 
9. Vile Defloration [06:09] 

Running time: 40:07 

opinioni autore

 
Debuttano col botto gli australiani Depravity con questo "Evil Upheaval" 2018-05-02 13:39:09 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    02 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 02 Mag, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un EP pubblicato poco dopo la propria formazione ("Reign of the Depraved", 2016), arrivano a pubblicare il primo album gli australiani Depravity, con questo "Evil Upheaval" licenziato dalla sempre prolifica Trascending Obscurity Records. E stavolta la label indiana ha avuto occhio lungo nel mettere sotto contratto questa macchina da guerra da Perth, che cita tra le proprie influenze bands come Morbid Angel ed Immolation, ma che, andando a sentire, ha probabilmente più punti in comune con i nostri Hour of Penance.

Ascoltando "Evil Upheaval", infatti, ci si rende conto di come la band capitolina abbia particolarmente influenzato i Depravity, tanto nel suo ultimo periodo, con alcune soluzioni 'melodiche' che riescono a dare ampio respiro ai brani, quanto nel periodo medio, quello degli album con Francesco Paoli alla voce ("The Vile Conception" e "Paradogma"), come ad esempio nella quinta traccia, "The Great Divide". Brani compatti, che riescono a passare da accelerate mostruose a pesantissimi rallentamenti in un vortice di potenza sonora, complice una band che offre una prova solida e muscolare. I Depravity non si concedono nemmeno un momento di pausa, caricando a testa bassa già dall'opening track "Manic Onslaught", andando a colpire nel segno brano dopo brano, pur non mutando di una virgola il proprio sound. Oltre la già citata "The Great Divide", assolutamente da menzionare sono la title-track, in cui possiamo trovare un Louis Rando (Impiety) sugli scudi dietro le pelli, "Repugnant" e "Tormented", che risultano essere due bordate, e la conclusiva "Vile Defloration" dove più che negli altri si riescono a cogliere le influenze derivanti dai Morbid Angel.

Grazie ad una produzione sontuosa, ci si riesce a godere ogni attimo dei 40 minuti di questo "Evil Upheaval". I Depravity riescono a far convergere nel proprio sound il meglio dello US Death e del Technical Death europeo, convogliandolo in un solo incessante attacco frontale, che permette loro, a mio parere, di farsi valere da subito come una delle più interessanti novità in ambito Death.

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