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Gli AxMinister e la passione per i Megadeth Gli AxMinister e la passione per i Megadeth

Gli AxMinister e la passione per i Megadeth

recensioni

titolo
“The crucible of sin”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Prey

2. Salvation

3. The trials of Hercules

4. The succubus and the crucible of sin

5. Sanctus equitis mortis

 

 

LINE-UP:

Nicholas Klaus – Bass, Vocals

Bas Von Bismark - Drums

Liam Maguire – Guitars

opinioni autore

 
Gli AxMinister e la passione per i Megadeth 2018-05-05 08:04:27 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    05 Mag, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli AxMinister arrivano dall’Ontario in Canada e, pur essendo attivi da parecchi anni, hanno alle spalle solamente un full-lenght e due EP. Oggi parleremo proprio del secondo EP, uscito ad inizio maggio in autoproduzione, composto da 5 pezzi, intitolato “The crucible of sin” e dotato di una delle copertine più brutte mai viste in vita mia. Nella presentazione della band, si parlava di paragoni con Iron Maiden, Manowar, Type O Negative, Slayer, Metallica e Megadeth..... orbene, i nomi delle prime tre bands sono letteralmente messi a caso, dato che non c’è assolutamente niente che possa far venire in mente il sound di questi gruppi, tra l’altro molto eterogenei tra loro! Su Slayer e Metallica potremmo dire che il paragone si limita al fatto che gli AxMinister suonano anche loro thrash metal, ma nulla di più. Veniamo ai Megadeth.... detta sinceramente, quando ho sentito cantare per la prima volta Nicholas Klaus, mi sono chiesto se ci fosse Dave Mustaine come ospite sul disco.... ma così non è; lo stile canoro del cantante canadese è sostanzialmente mutuato da MegaDave... il che non è un complimento, dato che Mustaine non è mai stato un gran cantante. Fortunatamente ogni tanto Klaus incattivisce la sua prestazione e risulta almeno un minimo differente. Il sound dei canadesi poi è letteralmente derivato da quello dei Megadeth, una sorta di mix tra “Youthanasia” ed il più recente “Dystopia”. Ora, va bene ispirarsi ad una determinata band, va bene non essere originali (lo dico sempre che, se un disco è bello, non me ne frega niente della scarsa originalità), ma qui rasentiamo davvero il plagio. Il pericolo di essere etichettati come “band clone” dei Megadeth è davvero forte e gli AxMinister farebbero bene a cercare un sound un po’ meno derivativo, magari accelerando un po’ come fanno nella conclusiva “Sanctus equitis mortis”; capisco che nel thrash è difficile dato che è stato già detto quasi tutto, capisco la passione per i propri idoli, ma così le speranze di emergere dall’anonimato sono davvero poche. Ciò nonostante, questo “The crucible of sin” merita indubbiamente la sufficienza, perchè canzoni come “Salvation” e “The trials of Hercules”, oltre alla predetta ultima traccia, sono davvero piacevoli, per un vecchio thrasher come il sottoscritto. Mezzo voto in meno però è obbligatorio per l’orrenda copertina.

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