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Michael Schenker e la forma ritrovata. Michael Schenker e la forma ritrovata. Hot

Michael Schenker e la forma ritrovata.

recensioni

titolo
“Resurrection”
etichetta
Nuclear Blast
Anno
  1. Heart And Soul
  2. Warrior
  3. Take Me To The Church
  4. Night Moods
  5. The Girl With The Stars In Their Eyes
  6. Everest
  7. Messing Around
  8. Time Knows When It's Time
  9. Anchors Away
  10. Salvation
  11. Livin' A Life Worth Livin'
  12. The Last Supper

opinioni autore

 
Michael Schenker e la forma ritrovata. 2018-05-13 08:45:27 Corrado Franceschini
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    13 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 13 Mag, 2018
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Non c’è festa senza amici. Mi piace pensare che Michael Schenker, quando ha messo assieme la line up del nuovo disco, ha voluto riunire attorno a se un branco di fedeli rockers senza tempo e senza età. La formazione di “Resurrection”, C.D. uscito per Nuclear Blast, vede all’opera le ugole di Gary Barden, Graham Bonnet, Doogie White e Robin MCAuley. A questi storici nomi si aggiungono quelli blasonati di Ted McKenna (bt), Chris Glen (bs) e Steve Mann (ch e ts). Il tutto è “orchestrato”, oltre che da Schenker (ch e vc), dal coproduttore e coautore Voss Schoen. Se come me avete consumato a forza di ascolti il doppio vinile “One Night At Budokan” (Chrisalis – 1981) non c’è bisogno che vi dica cosa troverete nelle dodici tracce di “Ressurrection”; d’altra parte le due formazioni hanno ben tre componenti in comune (Schenker, Barden e Glen). Non pensate però che tutto si “riduca” ad un Hard Rock che, spesso, ha come faro nella notte i Rainbow e Ronnie james Dio. Schenker e Voss hanno saputo cucire addosso ai cantanti dei vestiti adatti alle loro posture (leggi registri vocali) creando in questo modo una versatilità nella proposta che lascia la curiosità di scoprire i pezzi uno dopo l’altro. La partenza in quarta è affidata a “Heart And Soul” che con il suo attacco “pompato” ci introduce sul sentiero di un pezzo battente dal riff Hard and Heavy. Uno dei soli di chitarra è di Kirk Hammet ma, onestamente, a me non ha dato delle grandi emozioni. Con il singolo “Warrior” ritroviamo quei ritmi trascinati tanto cari al teutonico chitarrista. L’Heavy melodico di “Take Me To The Church” è supportato per gran parte dal suono di un organo che, visto il titolo, calza a pennello. “Night Moods” è un Hard roccioso che chiama in causa il piccolo elfo dell’arcobaleno. In questo caso al solo viene lasciato il compito di traghettarci verso un’apertura. “The Girl With The Stars In Her Eyes”, se pure con un solo ben giocato, è un pezzo di maniera che non dice un gran che. “Everest” è una vera e propria scorribanda con tanto di continua tessitura di chitarra: strumento lanciato in seguito in un solo scoppiettante. “Messing Around” è un saltellante Heavy - Boogie nato per piacere a chi ama gli AC/DC. In “Time Knows When It’s Time” Michael Schenker si prende un ampio spazio per dimostrare che il suo stile resiste all’usura del tempo. “Anchors Away” è il tratto d’unione sonoro tra il vecchio doppio album dal vivo e il nuovo lavoro. Non poteva mancare il classico pezzo strumentale che sin dal titolo, “Salvation”, celebra la rinascita dopo una vita passata tra successi ed eccessi. ”Living A Life Worth Living” è un pezzo cadenzato e melodico che nel bridge ricorda vagamente gli Earth Wind and Fire di “Fantasy”. “The Last Supper”: per stessa ammissione di Schenker canzone ispirata, così come la copertina, all’ultima cena di Gesù, chiude con un Hard leggero e rallentato, un disco che a me è parso ben riuscito e congeniato. La festa è finita ma solo parzialmente dato che il gruppo ad agosto sarà impegnato nella prima serie di date dal vivo. Il 30 ottobre 2018, invece, è prevista una data al Live Club dove potremo vedere all’opera ben tre dei cantanti originali.

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