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Il full-lenght degli Schwarzer Engel non convince totalmente Il full-lenght degli Schwarzer Engel non convince totalmente

Il full-lenght degli Schwarzer Engel non convince totalmente

recensioni

titolo
“Kult der Krähe”
etichetta
Massacre Records
Anno

 

TRACKLIST:

01. Krähen an die macht

02. Viva la musica

03. Gott ist im regen

04. Sinnflut

05. Futter für die see

06. Mein glühend herz

07. Ein kurzer augenblick

08. Meerflucht

09. Requiem

10. Unheil

11. Wenn mein herz zerbricht (Bonus)

 

 

LINE-UP:

 

Dave Jason - Vocals, Guitars, Programming

Vincent Hübsch - Guitars

Timo Joos - Guitars

Bert Oeler - Bass

Carlo Schmidt - Drums

opinioni autore

 
Il full-lenght degli Schwarzer Engel non convince totalmente 2018-05-13 17:10:05 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    13 Mag, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Schwarzer Engel (angelo nero in tedesco) è la creatura del polistrumentista Dave Jason di Stoccarda, giunta al sesto album con questo “Kult der Krähe”. Mi sono avvicinato a questo progetto solo di recente e non conosco granché della vecchia produzione, quindi il mio giudizio è ampiamente opinabile. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare e quella parte oscura della mia anima (suvvia, ognuno di noi ha dentro di sé un angelo oscuro, una parte tenebrosa che ogni tanto viene fuori)... dicevo la mia parte oscura è sempre stata affascinata da queste sonorità così particolari e melodrammatiche. Il gothic sinfonico di Schwarzer Engel ha dentro di sé una innata teatralità, eleganza e tanta oscurità, anche per via della voce molto bassa e profonda di Dave Jason. Anche il cantato in tedesco aggiunge un alone di mistero; l’ostico idioma, duro e graffiante, oltre che pressoché incomprensibile per chi non conosce la lingua, aiuta il sound ad essere più oscuro. Se il lavoro ha quelle atmosfere giuste per il particolare genere musicale, da un altro punto di vista i pezzi hanno un ritmo un po’ troppo basso e monotono; ogni tanto mancano veramente di un po’ di “tiro” e ritmo ed, in questo particolare, è rivedibile il lavoro sulla batteria. Anche nel più oscuro e teatrale gothic ogni tanto ci vuole un po’ di energia che obiettivamente in questo disco latita alquanto. Tre dei pezzi qui presenti erano già stati inseriti nell’E.P. “Sinnflut”, uscito lo scorso anno che era stato una sorta di anteprima del full-lenght; peccato che “Kult der Krähe” si sia rivelato un po’ inferiore alle attese.

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