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Death Metal + archeologia + civiltà aliene: la seconda opera degli Order ov Riven Cathedrals è un capolavoro raro! Death Metal + archeologia + civiltà aliene: la seconda opera degli Order ov Riven Cathedrals è un capolavoro raro! Hot

Death Metal + archeologia + civiltà aliene: la seconda opera degli Order ov Riven Cathedrals è un capolavoro raro!

recensioni

titolo
Göbekli Tepe
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP: 
En Sabah Nur - vocals 
12 - all instruments 

TRACKLIST:
1. Heretica Speedlight 299.792458 [00:58] 
2. Worship ov Abduction [06:05] 
3. Adoration ov the Spherical Trigonometry [04:00] 
4. Wrath of a Photon God [04:49] 
5. From Neptune Towards Assyria [05:51] 
6. Glorification ov the Divine Fallout [05:44] 
7. Revelation ov a Neutron Swarm [05:04] 
8. The Fury's Algorithm [05:24] 
9. Invocation ov the Kavod [05:09]
10. 29.9792458 - Hymns to Complete Disintegration [02:47] 

Running time: 45:51 

opinioni autore

 
Death Metal + archeologia + civiltà aliene: la seconda opera degli Order ov Riven Cathedrals è un capolavoro raro! 2018-05-17 13:16:58 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    17 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2018
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Ad un anno di distanza dal debutto intitolato "The Discontinuity's Interlude", arrivano a pubblicare il secondo album gli Order ov Riven Cathedrals, progetto italiano avvolto però nel mistero, formato dai soli En Sabah Nur alla voce e dal polistrumentista 12. Un disco sorprendente questo "Göbekli Tepe", ispirato al famoso sito archeologico sito in Turchia e dalle varie teoria ad esso connesse, in primis quelle riguardanti antiche civiltà aliene.

Ma sorprende anche per il lato prettamente musicale, "Göbekli Tepe", grazie ad un mix di Death Metal tecnico 'tradizionale' e suoni industriali e futuristici, il tutto messo insieme in maniera ottimale - Hour of Penance meets Aborym, insomma -, facendo confluire queste sonorità così diverse tra loro in un unico schiacciasassi in cui non mancano un gusto sopraffino per la melodia o cori dal sapore epico che ricordano quelli dei Fleshgod Apocalypse. La musica proposta dagli OoRC va quindi ad intersecarsi perfettamente con quello che è il concept dell'album, con quell'epicità che va a 'rappresentare' il lato puramente archeologico del sito ed i suoni elettronici le teorie futuriste e quasi fantascientifiche di lontane razze aliene. E' comunque il Death Metal il perno su cui ruota tutto, ed i nostri dimostrano di saperci fare: per non menzionare la presenza come ospite niente meno che di Ralph Santolla (Deicide, Death, Obituary, Iced Earth), è a dir poco mastodontica la prova di 12, autore dell'intero spettro strumentale di "Göbekli Tepe". Il duo sceglie, comunque, la via del Technical Death moderno: ritmiche serrate con doppia cassa spinta a velocità disumane, pochissimi rallentamenti, chitarre taglienti che sanno essere melodiche nei punti giusti... e complice anche una produzione sontuosa (16th Cellar Studio di Stefano Morabito... e grazie al ca**o allora), i 3/4 d'ora di questo disco scorrono con una fluidità disarmante.

Una band capace di pezzi come "Invocation ov the Kavod", "Adoration ov the Spherical Trigonometry" e "Glorification ov the Divine Fallaout", autrice di un album pressoché perfetto come è questo "Göbekli Tepe", cosa diamine ci fa ancora senza un contratto? Se non sono meritevoli loro di avere uno spazio ben più ampio di quanto possano raggiungere autoproducendosi, io allora davvero non lo so. Sarà anche perché gli Order ov Riven Cathedrals mettono assieme le mie tre più grandi passioni (Death Metal, archeologia e sci-fi), ma per quanto mi riguarda questo album rappresenta ad oggi la maggior sorpresa di questo 2018 ed una delle maggiori degli ultimi anni. Una band da tenere estremamente sott'occhio, dato che sarebbe tranquillamente capace di mettere d'accordo fans di gruppi come Hour of Penance, Behemoth, The Monolith Deathcult, Fleshgod Apocalypse, Aborym e Nile (ascoltate "Revelation ov a Neuron Swarm" e ditemi se non vi ricordano Karl Sanders e soci).

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