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Glaciale e ferale l'operato dei Grá di Heljarmadr Glaciale e ferale l'operato dei Grá di Heljarmadr Hot

Glaciale e ferale l'operato dei Grá di Heljarmadr

recensioni

gruppo
titolo
Väsen
etichetta
Carnal Records
Anno

LINE UP: 
Heljarmadr - vocals, guitars, keyboards 
Maugrim - guitars 
Vediger - bass 
Dimman - drums, keyboards 

TRACKLIST: 
1. Till Sörjerskorna [04:08] 
2. King of Decay [04:20] 
3. Hveðrungs Mær [04:40] 
4. Krig [07:02] 
5. Gjallarhorn [05:18] 
6. Dead Old Eyes [04:16] 
7. The Devil's Tribe [04:10] 
8. Väsen [07:04] 

Running time: 40:58 

opinioni autore

 
Glaciale e ferale l'operato dei Grá di Heljarmadr 2018-05-19 18:52:53 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 19 Mag, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sebbene sia famoso per essere l'attuale cantante dei Dark Funeral dopo l'abbandono di Emperor Magus Caligula - subendone continuamente l'impietoso confronto -, il nome di Heljarmadr è legato innanzitutto a questo suo progetto fondato nel 2010, Grá, che con "Väsen" arriva alla pubblicazione del terzo album. Una band fortemente legata al tradizionale Black di matrice svedese, i Grá, e che da sempre richiamano nelle loro tematiche la spiritualità degli antichi riti pagani e la natura dell'Essere. Concetti insomma profondi, che si dipanano su di un sound oltranzista che richiama fortemente lo Swedish Black dei 90's, ma con forti influenze derivanti da un certo Symphonic Black sempre di metà anni '90.

Una delle cose che risaltano in questo lavoro, infatti, è il sapiente uso delle tastiere, capaci di creare ottimo intrecci orchestrali che non vanno ad oscurare il resto rendendosi troppo protagonisti, ma che anzi ben accompagnano il lavoro vocale di Heljarmadr. Ed a proposito di questo, sarà che in questo progetto è libero da confronti impari (non sarò di certo il primo a dire che il carisma di Caligula è pressoché inarrivabile), ma nei lavori di Grá, e più in fattispecie proprio in questo "Väsen", Heljarmadr offre una prestazione d'eccellenza, quasi teatrale in alcuni frangenti. Colpisce poi come i Grá riescano a tirare fuori un lavoro estremamente maturo, che sa essere tanto compatto quanto variegato: dalle furiose "Till Sörjerskorna" e "Dead old Eyes", passando per le oscure "Krig" e "Hveðrungs Mær", che ricordano fortemente i Dimmu Borgir degli esordi, fino a "Gjallarhorn" con le sue tastiere da soundtrack di un film di Argento.

Nonostante ne condividano il cantante, non comparate mai i Grá ai Dark Funeral: le due bands hanno due modi differenti di vedere il Black. I Grá hanno un loro modo magniloquente, in cui trovano spazio anche delle ottime orchestrazioni che ben s'intersecano con il mood generale delle loro opere, con un sound che sa essere ben ancorato a quello di culto di metà anni '90, ma che sa concedersi anche ad arie più moderne, come ad esempio in "The Devil's Tribe".

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