A+ A A-
 

Gli Infrared devono prestare maggiore attenzione all'efficacia dei loro brani. Gli Infrared devono prestare maggiore attenzione all'efficacia dei loro brani.

Gli Infrared devono prestare maggiore attenzione all'efficacia dei loro brani.

recensioni

gruppo
titolo
"Saviours"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Project karma

2. The demagogue

3. Saviour

4. The fallen

5. All in favour

6. They kill for Gods

7. Father of lies

8. Genocide convention

 

 

LINE UP:

Armin Kamal (Vocals and Guitars)

Kirk Gidley (Guitars, Backing Vocals)

Alain Groulx (Drums, Backing Vocals)

Mike Forbes (Bass, Backing Vocals)

opinioni autore

 
Gli Infrared devono prestare maggiore attenzione all'efficacia dei loro brani. 2018-05-25 09:37:35 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    25 Mag, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Esistono numerose bands nel continente americano con il monicker “Infrared”, oggi parleremo dei thrashers canadesi (da Ottawa), attivi sin dal 1985 che si autoproducono il loro secondo album, intitolato “Saviours”, dotato di copertina non proprio esaltante con una specie di esercito di zombie. Non conoscevo questa band (ignoro quindi come sia il loro debut album risalente a due anni fa, dal titolo “No peace”) e devo confessare che sono stato attirato dalla descrizione che un’agenzia canadese con cui abbiamo consolidati rapporti da anni aveva fatto del loro sound: “For fans of a mix of the Big 4, Testament, Exodus, Metal Church, SOD”, tutti nomi a cui sono legatissimo e che seguo appunto dalla mia gioventù negli anni ’80. Non ho trovato molto calzante il paragone con il thrash newyorkese degli Anthrax (uno dei Big 4, per chi non lo sapesse...), né con lo stile degli S.O.D.; non ho trovato nulla dell’heavy dei Metal Church e poco della brutalità degli Slayer (altro Big 4...). Mentre ci può stare il paragone con il thrash della Bay-Area californiana di Exodus, Megadeth, Metallica e Testament in rigoroso ordine alfabetico; è, infatti, evidente che gli Infrared, avendo vissuto sulla loro pelle gli anni ’80, sono rimasti legati a quelle sonorità fantastiche. E fin qui, tralasciando ogni discorso sull’originalità, tutto ok; ma allora perchè “Saviours” non raggiunge la sufficienza? Per un grosso difetto: la durata eccessiva delle singole canzoni. Quasi un’ora per sole 8 canzoni è un’enormità che pochissime bands possono permettersi nel thrash e purtroppo non gli Infrared. Ed è un peccato, perchè la prima metà del disco sarebbe anche interessante, se ogni pezzo durasse almeno un paio di minuti in meno. Fino alla quinta traccia gli Infrared mettono in mostra un thrash piacevole, fatto di ritmiche serrate ed improvvisi rallentamenti (quasi mosheggianti, unico ponte con lo stile degli Anthrax), con un grandissimo lavoro di basso e batteria, ma anche piacevoli parti soliste di chitarra. Persino la voce sporca di Armin Kamal ben si sposa con il sound ruvido della band. Ma se fin qui si poteva anche sopportare una durata eccessiva (ripeto, se tutti i primi 5 pezzi durassero un po’ meno, avremmo qualcosa di notevole!), ci sono poi gli ultimi tre pezzi a dare la mazzata finale. “They kill for Gods” dura quasi 8 minuti e rasenta la noia mortale, con quelle ritmiche ossessive e sempre uguali; “Father of lies” sa fin troppo di primi Metallica, il che potrebbe essere anche un complimento se il brano partisse all’incirca dal secondo minuto, dato che la parte iniziale è sinceramente evitabile. L’ultima “Genocide convention” fa pensare parecchio da vicino agli Slayer, ma anche qui gli Infrared dimostrano di non prestare attenzione alcuna alla struttura ed all’efficacia dei singoli brani, dilungandosi inutilmente. Aspetto i canadesi al prossimo disco, sperando siano più concisi, per ascoltare finalmente un prodotto valido, perchè questo “Saviours” non è in grado di raggiungere la sufficienza.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

I Khemmis si confermano tra i protagonisti del doom contemporaneo.
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli svedesi Craft come sempre fedeli alle proprie sonorità
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Gaerea confermano in toto quanto di buono sentito nell'EP di un paio d'anni fa
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Kalmah: Tutto secondo copione ma a noi va benissimo così
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Con "Exiler" i Construct of Lethe realizzano un lavoro monolitico
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il symphonic/melodic metal inspirato di casa Somerville
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Dissonante, straniante ed "esotica" la proposta dei Dischordia
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Immortal Sÿnn hanno bisogno di scegliere una strada da percorrere
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Rites Of Sedition, mai giudicare un libro dalla copertina..
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un lavoro strumentale fin troppo prolisso per Carmelo Caltagirone
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ep che si concentra soprattutto su alcune cover per Parrys Hyde
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla