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Che bomba il nuovo disco degli Angelus Apatrida! Che bomba il nuovo disco degli Angelus Apatrida!

Che bomba il nuovo disco degli Angelus Apatrida!

recensioni

titolo
“Cabaret de la guillotine”
etichetta
Century Media Records
Anno

 

TRACKLIST:

01. Sharpen the guillotine

02. Betrayed

03. Ministry of God

04. The hum

05. Downfall of the nation

06. One of us

07. The die is cast

08. Witching hour

09. Farewell

10. Martyrs of Chicago

 

 

LINE UP:

Guillermo Izquierdo - Guitars / Vocals

David G. Álvarez - Guitars

José J. Izquierdo - Bass

Víctor Valera – Drums

opinioni autore

 
Che bomba il nuovo disco degli Angelus Apatrida! 2018-05-26 07:59:23 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    26 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 26 Mag, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ho sempre seguito con piacere gli spagnoli Angelus Apatrida, anche se è dall’epoca di powermetal.it e del loro terzo album “Clockwork” (2010) che non mi occupo di una loro recensione. Da allora sono passati diversi anni, due albums (“The call” nel 2012 e “Hidden evolution” nel 2015), ma nessun cambiamento di formazione che ha permesso al combo spagnolo di crescere ancora più di quanto non avesse già fatto. Del resto la line-up stabile sin sostanzialmente dalla formazione della band, non può che giovare al risultato finale! Se ancora non conoscete questi eccezionali thrashers spagnoli, prendete i Testament, mischiateci un po’ di Slayer e Death Angel ed avrete il sound degli Angelus Apatrida. Persino la voce del buon Guillermo Izquierdo, nelle parti più violente, ricorda una specie di incrocio tra Chuck Billy e Tom Araya, anche se indubbiamente, rispetto ai due predetti mostri sacri, se la cava meglio nelle clean vocals. Oggi parleremo di “Cabaret de la guillotine”, sesto album del gruppo di Albacete, con piacevole artwork realizzato dall’artista Gyula Havancsák (quella testa di porco nel cesto è semplicemente geniale!), un disco che trasuda thrash metal da ogni nota e che manderà in visibilio ogni fan di questo specifico genere musicale. Qui non c’è una virgola fuori posto, le chitarre sono affilate come rasoi, macinano riff ed assoli in maniera sublime, creando un wall of sound assieme al basso di tutto rispetto; il batterista pesta come un dannato senza soluzione di continuità, connotando il disco con un ritmo sempre sostenuto, ma anche fantasioso. Poi, come detto, c’è il singer che spazia senza problemi tra screams arrabbiatissimi e parti pulite espressive al punto giusto. Naturalmente la registrazione pressoché perfetta, che esalta il lavoro di ogni musicista, contribuisce al risultato finale in maniera determinante. Da fan del thrash, sono rimasto semplicemente a bocca aperta ascoltando “Cabaret de la guillotine”, disco che credo potrà ambire al ruolo di migliore in assoluto del 2018 nello specifico settore musicale. Gli Angelus Apatrida hanno fatto centro, confermandosi tra le migliori thrash bands al mondo, sarà molto difficile per chiunque far meglio di loro quest’anno!

P.S. Una thrash-ballad splendida come "Farewell" erano tanti, ma tanti anni che non mi capitava....

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